Myanmar, si sta prosciugando il lago Inle per colpa dell’agricoltura intensiva

Il lago Inle, il secondo più grande lago della Birmania e nota attrazione turistica, si sta riducendo ad un ritmo allarmante.

Il lago Inle, situato in un altopiano nella parte centrorientale del Myanmar e circondato da colline verdeggianti, è uno dei luoghi più affascinanti e frequentati del Paese asiatico, in grado di attirare ogni anno circa 200mila turisti stranieri e un milione di cittadini birmani. Qui gli abitanti, la minoranza etnica intha, il cui nome significa letteralmente, “figli del lago”, hanno imparato a convivere con l’acqua. Sul lago vivono, i villaggi sono costituiti da palafitte e per spostarsi da una casa all’altra si usano imbarcazioni, coltivano orti galleggianti sorprendentemente fertili e fanno affari, ogni cinque giorni in uno dei diversi villaggi che circondano il lago ha infatti luogo un ricco e variopinto mercato galleggiante. Questa civiltà lacustre è però oggi in pericolo, il lago si sta infatti prosciugando rapidamente e sono necessari interventi urgenti per evitare che scompaia.

Villaggio sul lago Inle in Myanmar
Le case tradizionali che sorgono sulle rive del lago ospitano diverse famiglie. Le più semplici hanno pareti di bambù intrecciato su strutture di teak, mentre quelle delle famiglie più benestanti sono interamente in legno di teak © Ingimage

Cosa succede al lago Inle

“Un secolo fa il lago era profondo sei metri nella stagione delle piogge, ora non è mai più di tre metri di profondità”, ha affermato Martin Michalon, ricercatore dell’École des hautes études en sciences sociales (Scuola di studi superiori in scienze sociali) che studia lo sviluppo e l’impatto del turismo nell’area del lago Inle. La colpa sarebbe della sempre più intensa attività agricola, la comunità, in stagione, è in grado di produrre cinquanta quintali di pomodori al giorno, ma pesticidi e fertilizzanti stanno lentamente avvelenando l’acqua del lago.

Un fragile equilibrio

La deforestazione per creare nuove aree da coltivare sulle colline circostanti ha inoltre provocato l’affluenza di sedimenti verso il lago, che ne hanno alterato l’equilibrio chimico e fisico. Altre cause del declino del lago, che potrebbero mettere a dura prova la falda freatica, sono, secondo Michalon, il grande prelievo di acqua per l’irrigazione e il notevole aumento del numero di turisti.

Pagoda in un villaggio nei pressi del lago Inle, in Myanmar
La minoranza culturale intha è composta da circa 80mila persone © Ingimage

Turismo a rischio

La scomparsa del lago avrebbe gravi ripercussioni non solo ambientali ma anche economiche. Se le condizioni del lago dovessero peggiorare ulteriormente la principale attrazione turistica della zona verrebbe infatti meno, con conseguenze negative sull’economia locale. Secondo quanto riportato dal ricercatore francese le autorità politiche del Myanmar hanno espresso la volontà di salvare il lago Inle, ma senza intraprendere finora iniziative concrete. “C’è un impegno molto forte, ma sul campo notiamo pochissimi cambiamenti”, ha affermato.

Coltivazione di riso sul lago Inle
Gli orti galleggianti, dove si coltivano una grande varietà di ortaggi, come melanzane, fagioli e cipolle, restano ancorati al fondo del lago grazie a pali di bambù © Ingimage

Un paradiso di biodiversità

Il lago Inle, candidato a diventare riserva della biosfera dell’Unesco, ospita inoltre una grande varietà di animali. Vi vivono infatti 267 specie di uccelli, 43 specie di pesci, nove delle quali endemiche, e nelle sue acque nuotano lontre e tartarughe. Il lago è inoltre segnalato come luogo di nidificazione della gru Antigone (Grus antigone), specie in via di estinzione. Per proteggere questo grande patrimonio naturalistico e culturale e garantire un futuro ai figli del lago, che popolano le sue rive da epoca medievale, occorrono interventi urgenti e concreti per regolare agricoltura e turismo.

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