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Il marchio italiano di abbigliamento ha vinto il premio Best down-free brand per il suo impegno nella creazione di capispalla maschili che non sfruttano le oche.
Da sempre gli animali vengono sfruttati dall’industria dell’abbigliamento, ogni anno ne vengono uccisi oltre 60 milioni tra visoni, volpi, conigli, procioni, foche e cani procione, mentre è incalcolabile il numero di bachi da seta uccisi. Non vengono ammazzate, ma non se la passano certo meglio le oche, che vengono spiumate vive per ottenere le piume per realizzare imbottiture e piumini. È tuttavia in costante aumento il numero dei consumatori consapevoli che chiedono una moda etica e animal free. Per adeguarsi alle richieste dei consumatori, molti brand e case di moda stanno eliminando le parti animali dai propri capi. Proprio per celebrare le più recenti innovazioni e i marchi di abbigliamento più sensibili ai diritti animali, si sono svolti i Peta Menswear Awards 2018.
Il premio, istituito dalla sezione britannica della nota organizzazione no profit per i diritti degli animali Peta, è nato per dare visibilità all’abbigliamento maschile animal friendly e per premiare quei marchi protagonisti di scelte etiche volte a ridurre il loro impatto sul pianeta. “I vincitori di quest’anno hanno dimostrato ancora una volta che la moda vegan da uomo ha un futuro, poiché la domanda di materiali innovativi cruelty free continua a crescere”, ha affermato Elisa Allen, direttrice di Peta.
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Tra i marchi premiati c’è Napapijri, marchio italiano d’abbigliamento di proprietà dell’azienda statunitense Vf Corporation. Napapijri si è aggiudicata il premio Best down-free brand per il suo impegno nella creazione di capispalla maschili realizzati senza sfruttare le oche. L’azienda con sede ad Aosta ha abbandonato l’uso delle piume di oca nei suoi prodotti in favore di un materiale chiamato Thermo-Fibre, imbottitura isolante composta da leggere microsfere che trattengono l’aria e assicurano ai capi ottimi livelli di regolazione termica, isolamento, compressione e asciugatura rapida.
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— Menswear Style (@MenswearStyle) 12 dicembre 2018
Il prodotto che rappresenta la quintessenza dell’etica del marchio è il parka Superlight skidoo, il capo pioniere dell’innovazione down-free e fur-free. Oltre a essere 100 per cento privo di piume e pellicce, il Superlight skidoo parka è anche un chilogrammo più leggero del classico parka invernale Napapijri. “Il premio è un gradito riconoscimento dei passi compiuti da Napapijri verso una produzione etica e sostenibile – si legge in un comunicato diffuso dall’azienda. – Dal 2012 Napapijri persegue coerentemente questo approccio operando tra sostenibilità, design e innovazione. Questo premio alimenta la determinazione a ci spinge continuare a muoverci in questa direzione con entusiasmo e positività”.
Oltre a comportare l’uccisione e la sofferenza di creature senzienti, i procedimenti necessari per la lavorazione e trasformazione di pellicce, pelli e piume comportano l’utilizzo di sostanze chimiche tossiche e hanno un elevato impatto ambientale. La pelle, secondo il rapporto Pulse of fashion industry 2017, è il materiale più inquinante utilizzato nel settore della moda. Le pelli animali vengono infatti trattate con prodotti chimici volti ad impedirne la decomposizione. Fortunatamente, in risposta alla crescente attenzione dei consumatori verso l’ambiente e gli animali, il settore dell’abbigliamento sta cambiando e i prodotti derivati dallo sfruttamento animale sono perfettamente sostituibili con prodotti alternativi, come fibre vegetali e sintetiche.
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