Una foto della Nasa rivela i danni dei cercatori d’oro nell’Amazzonia peruviana

Una rara fotografia scattata dalla Nasa mostra i gravi danni provocati dai cercatori d’oro in Perù, che abbattono alberi e disperdono mercurio.

L’Agenzia spaziale americana, Nasa, ha pubblicato una fotografia aerea di una porzione dell’Amazzonia peruviana. Uno scatto particolarmente raro, reso possibile da condizioni meteorologiche inconsuete nell’area, con una copertura nuvolosa limitata e un’inclinazione solare perfetta. Così, nell’immagine si riconoscono chiaramente dei “fiumi d’oro” che attraversano la foresta. Di cosa si tratta?

Cercatori d'oro
In Perù l’attività dei cercatori d’oro è particolarmente florida © David Paul Morris/Getty Images

La foto della Nasa scattata da un astronauta dell’Iss

La foto è stata scattata nello scorso mese di dicembre da un astronauta a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss) che in quel momento sorvolava la regione di Madre de Dios, nella porzione sud-orientale del territorio del Perù. E quei “fiumi” non sono altro che grandi “fosse” scavate dai cercatori d’oro. Un’attività illegale, che permette a molti di arricchirsi ma che rappresenta una catastrofe per la biodiversità e per la salute delle popolazioni indigene.

Il metodo utilizzato dai cercatori d’oro è infatti basato, in primo luogo, sulla deforestazione, effettuata a colpi di bulldozer. Si tratta spesso di alberi abbattuti nei letti di antichi fiumi, nei quali è possibile trovare numerosi sedimenti (compreso, appunto, l’oro). Il Perù è, non a caso, il sesto produttore mondiale del metallo prezioso, con 140 tonnellate all’anno. Una parte delle quali arriva proprio dalle miniere illegali, la cui presenza è aumentata del 670 per cento in 35 anni, secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica ScienceAdvance.

Il mercurio utilizzato dai cercatori d’oro per amalgamare le pagliuzze d’oro

Ma a preoccupare almeno altrettanto è la strategia adottata dai cercatori d’oro illegali per estrarre l’oro. Essa si basa infatti sull’uso intensivo di mercurio. Quest’ultimo, come noto, è un metallo particolarmente tossico per l’uomo, e che a temperatura ambiente si trova allo stato liquido. Il suo impiego permette di amalgamare le pagliuzze d’oro presenti nelle sabbie. La lega ottenuta viene a quel punto scaldata a 400 gradi centigradi, il che permette di recuperare il metallo prezioso.

Si tratta di una pratica estremamente pericolosa, poiché il mercurio, una volta evaporato, si riversa nell’ambiente circostante, entrando nella catena alimentare a partire dagli organismi viventi nelle zone umide. Un dramma per chi vive nella regione.

Nel 2017 il Perù ha firmato la Convenzione di Minamata sul mercurio

Nel 2017, il Perù ha firmato la Convenzione di Minamata, che punta proprio a proteggere esseri umani e ambiente dall’uso antropico del mercurio. Ciò per via della sua propagazione atmosferica a lunga distanza, della sua persistenza nell’ambiente una volta introdotto dall’uomo e della sua capacità di bioaccumulo negli ecosistemi. Ciò nonostante, la ricerca illegale d’oro continua, malgrado alcuni tentativi di limitarla da parte delle autorità della nazione sudamericana.

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