A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Una somma ingente che l’organizzazione investirà per preservare il patrimonio culturale, storico e naturale del Regno Unito. “Vogliamo fare la nostra parte nella lotta al cambiamento climatico”.
È una delle maggiori organizzazioni a difesa di luoghi storici, culturali e naturalistici del Regno Unito. La versione inglese del nostro Fai (Fondo ambiente italiano). E da pochi giorni ha dichiarato di voler fare il “più grande investimento di sempre per fornire calore ed energia agli edifici storici di cui si occupa”.
Nello specifico di tratta di ben 43 milioni di euro (30 milioni di sterline) investiti in energie rinnovabili per “ridurre la nostra dipendenza da fonti fossili”, e toccare l’obiettivo del 50 per cento di energia da fonte rinnovabile entro il 2020, riducendo al contempo i consumi del 20 per cento. Tutto questo in ville e palazzi e giardini storici, spesso lontani dai centri, isolati, con sistemi di riscaldamento obsoleti ed estremamente energivori.
Alcuni dei luoghi più famosi e caratteristici di tutto il Regno Unito saranno così riscaldati a biomassa, utilizzando la legna locale in progetti di gestione del bosco, o attraverso piccoli sistemi idroelettrici, o ancora sfruttando sistemi di produzione del calore dai vicini specchi d’acqua.
“Nel presentare il nostro piano decennale, ci siamo resi conto di dover fare la nostra parte nel contribuire a mitigare il cambiamento climatico”, ha affermato Patrick Begg direttore delle attività rurali di National Trust. “Parte fondamentale del progetto è quella di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e cercare soluzioni energetiche più ecologiche”.
Preservare i luoghi storici, proiettandoli però nel futuro, grazie alle tecnologie più pulite oggi disponibili: “Molte delle proprietà che curiamo – ha sottolineato Begg – sono ad alta intensità energetica e in aree remote, senza accesso alla rete del gas. L’installazione di tecnologie rinnovabili in questi luoghi è una sfida enorme, ma abbiamo imparato molto e continueremo a farlo”.
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