Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
Dopo una battaglia legale durata 15 anni, il governo della Norvegia ha autorizzato l’uso dei fondali di un fiordo per sversare rifiuti minerari.
Il governo della Norvegia autorizzerà lo sversamento dei rifiuti minerari in uno dei celebri fiordi che contraddistinguono il proprio territorio. Si tratta di una decisione controversa, che non ha mancato di suscitare aspre polemiche. Secondo quanto riferito dal Guardian, la decisione è figlia di un processo vinto dall’esecutivo della nazione scandinava contro due organizzazioni ambientaliste che si erano opposte.
Si è trattato di una querelle giudiziaria interminabile, durata ben 15 anni, e che ha coinvolto anche la società privata Nordic Mining, designata per eseguire materialmente le operazioni. Quest’ultima, ora, ha ricevuto il via libera per disfarsi di ben 170 milioni di tonnellate di rifiuti minerari, che potrebbero finire sui fondali del fiordo Førde, situato a poco meno di 200 chilometri dalla città di Bergen, al ritmo di 4 milioni all’anno.
La decisione appare sorprendente anche per il fatto che, a livello mondiale, solamente due altre nazioni hanno autorizzato uno “smaltimento” simile di questo genere di rifiuti: si tratta della Turchia e della Papua Nuova Guinea. Sforza quantità così grandi di materiali, ed in particolare provenienti da miniere, rischia secondo i detrattori dell’iniziativa di nuocere gravemente alla biodiversità locale.
Dal altra parte, lo stesso Istituto norvegese per la ricerca marina aveva fornito un parere negativo al governo, proprio in quanto il progetto “potrebbe mettere in pericolo un ecosistema sano e sostenibile nel fiordo”. Lo stesso organismo aveva poi aggiunto che le acque, in quel punto, rappresentano “un luogo di riproduzione importante per i merluzzi, nonché un passaggio migratorio per i salmoni che provengono da quattro fiumi”. Inoltre, secondo Geir Huse, scienziato che lavora presso l’istituto “è molto probabile che le polveri finiscano per disperdersi anche al di là del fiordo, con conseguenze sconosciute”.
A sorprendere c’è poi il fatto che alle due organizzazioni che avevano avviato l’azione legale contro la decisione del governo è stato ordinato di pagare una cifra apparentemente esorbitante di spese legali: l’equivalente di ben 128mila euro. Il che, di fatto, impedisce loro di continuare la battaglia. Truls Gulowsen, direttore dell’associazione Friends of the earth Norway teme che si possa trattare di una strategia per scoraggiare questo tipo di iniziative.
Da parte sua, il governo di Oslo ha spiegato di essere cosciente dei rischi ambientali posti dallo sversamento, ma di essere costretto a prendere tale decisione poiché, ad oggi, non ci sarebbe alcuna alternativa.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
2.900 progetti ambientali e sociali in Italia e all’estero con enti del terzo settore. Il bando del servizio civile è aperto fino all’8 aprile per le ragazze e i ragazzi tra i 18 e i 28 anni.
Ecosistemi complessi, le marine animal forests forniscono servizi essenziali per la sopravvivenza di molte specie, inclusa la nostra.
Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Nell’ambito della Forestami Academy, alcune classi di Milano avranno accesso a un programma educativo sulla tree canopy cover, in collaborazione con il Gruppo Prada.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.
