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La Norvegia sarà il primo paese al mondo a vietare l’impiego di olio di palma nei biocarburanti, per fermare la deforestazione nel Sudest asiatico.
La coltivazione industriale di palma da olio, da cui viene ricavato l’olio vegetale più economico al mondo che viene impiegato per la produzione di alimenti, cosmetici e detergenti, ha un terribile impatto ambientale. È infatti una delle principali cause della distruzione di milioni di ettari di foresta primaria, ovvero quella più antica e ricca di biodiversità, nel Sudest asiatico e della conseguente immissione in atmosfera di grandi quantità di CO2. Per contrastare la distruzione di questi grandi polmoni verdi, di cui beneficia l’intero pianeta, il parlamento norvegese ha deciso di vietare l’utilizzo dell’olio di palma come biocarburante sull’intero territorio nazionale a partire dal 2020.
Con questo provvedimento, votato pochi giorni fa, la nazione scandinava diventerà il primo paese al mondo a vietare l’utilizzo dell’olio di palma come biocarburante, poiché collegato alla distruzione delle foreste pluviali. Lo scorso giugno le istituzioni europee hanno siglato un analogo accordo, ma che entrerà in vigore solo dal 2030, quando, secondo molte organizzazione ambientaliste, sarà troppo tardi.
“La decisione del parlamento norvegese costituisce un importante esempio per gli altri paesi e sottolinea la necessità di una seria riforma dell’industria mondiale dell’olio di palma”, ha commentato Nils Hermann Ranum, della ong per la conservazione della natura Rainforest foundation Norway (Rfn). Per quanto è necessario che una simile iniziativa sia condivisa da altre nazioni si tratta indubbiamente di una buona notizia per le foreste asiatiche e per alcune delle creature più minacciate che le abitano, come oranghi, tigri ed elefanti.
As the #COP24 #climatechange summit opened, Norway made a bold move. #Biofuels based on high #deforestation risk feedstocks such as #palmoil will be excluded by 2020. This is a victory in the fight for the #rainforest and the climate, says @RainforestNORW https://t.co/R6kKAiCzlg pic.twitter.com/RIbmKEqAtk
— Rainforest Foundation Norway (@RainforestNORW) 6 dicembre 2018
Non solo la biodiversità locale, tutti trarremo benefici da questo divieto, secondo un rapporto del 2017 commissionato da Rfn, i biocarburanti a base di olio di palma hanno sul clima un impatto peggiore rispetto ai combustibili fossili, accelerando ulteriormente i cambiamenti climatici. “Numerose prove indicano che, a causa del cambiamento della destinazione del suolo, il biocarburante ricavato dall’olio di palma è peggiore per il clima rispetto ai combustibili fossili che sostituisce”, ha affermato Chris Malins, l’autore del rapporto.
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Già anno scorso, in coincidenza con il picco del consumo di carburanti a base di olio di palma in Norvegia, la maggioranza del parlamento norvegese aveva votato per impedire al governo di acquistare combustibili ricavati da questo olio vegetale. Tuttavia, come riportato dal quotidiano britannico The Independent, il governo aveva preferito fare affidamento su misure volontarie e la decisione non è mai stata pienamente attuata. Il nuovo voto, però, dovrebbe avere maggiore peso e convincere finalmente il governo norvegese, come si legge nella risoluzione presentata, a “escludere i biocarburanti con un alto rischio di deforestazione”.
La decisione del parlamento norvegese ha destato preoccupazione in Indonesia, dove l’esportazione di olio di palma rappresenta circa il 12 per cento dell’economia nazionale. “Anche se l’impatto non sarà significativo sulle nostre esportazioni, potrebbe influenzare gli altri paesi”, ha dichiarato Fadhil Hasan, direttore per gli affari esteri dell’Associazione indonesiana dei produttori di olio di palma.
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