In Brasile il linguaggio, le offese, gli insulti omofobi sono punibili con il carcere, dai due ai cinque anni, grazie alla decisione presa dalla Corte suprema brasiliana il 22 agosto. Con una votazione di 9 a 1, la Corte ha stabilito che il linguaggio omofobo e quello di odio razzista sono legalmente sullo stesso piano.
L’omofobia è un reato, punibile con il carcere
Nel 2019 la Corte suprema aveva definito per la prima volta l’omofobia un reato, esattamente come il razzismo. Ma la regolamentazione si applicava principalmente a insulti contro la comunità lgbtqia+ nel suo insieme, tralasciando i casi di attacchi individuali.
La decisione è stata accolta con entusiasmo dalle organizzazioni che da anni si battono per la difesa dei diritti, così come da membri del Parlamento e dai giudici della Corte. “Questa decisione era un imperativo costituzionale”, ha affermato il giudice Edson Fachin. “È una vittoria contro la lgbt-fobia”, ha invece commentato la parlamentare trans Erika Hilton.
VITÓRIA contra a LGBTFOBIA! 🏳️🌈
O Supremo Tribunal Federal (STF) decidiu, por 9 votos a 1 permitir o reconhecimento de atos de homofobia e transfobia como crime de injúria racial. 👇🏾 https://t.co/kjuuCTskcK
Questa vittoria è importante soprattutto in un paese come il Brasile, considerato uno dei paesi più letali per la comunità lgbtqia+. Secondo l’ong Transgender Europe, infatti, 1.741 persone lgbtqia+ sono state uccise tra il 2008 e il 2021 in Brasile. Numeri accompagnati per anni da una politica denigrante e chiusa nei confronti della comunità lgbtqia+, che difatti temeva la rielezione dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Per dare un’idea del “clima” nel paese, una persona lgbtqia+ è stata uccisa o si è tolta la vita ogni 26 minuti nel 2020, soprattutto donne di colore trans, secondo il professore di antropologia dell0Università federale di Bahia Luiz Mott.
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