Diritti animali

Stati Uniti, gli abusi sugli animali d’affezione diventano un reato federale

Le agenzie federali, tra cui l’Fbi, possono ora arrestare chi commette abusi e violenze sugli animali d’affezione. È quanto prevede il Pact, la nuova legge firmata dal presidente americano Donald Trump.

Vedere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dalla parte degli animali è qualcosa di inusuale. Eppure, è stata proprio la sua firma a far entrare in vigore il Pact, il Prevent animal cruelty and torture act, la nuova legge che rende gli abusi sugli animali d’affezione un reato federale.

Il disegno di legge è stato promosso da due membri del Congresso provenienti dalla Florida, il repubblicano Ted Deutch e il democratico Vern Buchanan, ed è stato approvato all’unanimità dalla Camera e dal Senato. Un momento storico per la tutela degli animali e anche per l’amministrazione Trump, che generalmente fatica a trovare consensi di questo genere.

Marty Irby, direttore esecutivo della Animal wellness action, presente al momento della firma, si è detto “entusiasta di vedere il primo statuto americano della storia contro le crudeltà verso gli animali diventare legge”.

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“Il Pact è un’affermazione dei valori americani e apre una nuova era nella codificazione della protezione degli animali. Per anni leggi di questo tipo sono rimaste un miraggio, ma oggi no. Oggi diventano realtà”, ha aggiunto Kitty Block, presidentessa e amministratrice delegata della Human society of the United States, associazione animalista che da anni lotta per i diritti degli animali e che ha avuto un ruolo chiave anche nella promulgazione di questa legge.

Cosa prevede il Pact

La nuova legge federale vuole combattere e punire ogni sorta di abuso e violenza ai danni degli animali, vietando di dare loro fuoco, annegarli, soffocarli o impalarli. Nel caso qualcuno fosse così sadico da voler comunque commettere una di queste azioni, andrebbe incontro a multe, condanne federali e fino a sette anni di carcere. “Per troppo tempo chi ha perpetuato violenze nei confronti degli animali non è stato punito adeguatamente”, ha twittato il senatore per lo stato di New York Charles Schumer.

Una legge che va a chiudere pericolosi cavilli

Già nel 2010, l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva varato una legge, l’Animal crush video prohibition act, che vietava la creazione, distribuzione e vendita dei cosiddetti video crush, filmati dove animali di piccole dimensioni vengono torturati, mutilati ed uccisi per il piacere perverso di dubbi spettatori. Con quella legge venivano proibiti i video, ma non gli atti in sé, la cui punizione è sempre spettata agli stati, talvolta mal equipaggiati per far fronte a casi di questo genere.

Con il Pact tutto questo cambia. La nuova legge permette non solo un’azione federale, ma anche lo stanziamento di preziose risorse per gli stati per punire i criminali. Inoltre, una condanna a livello federale non esclude anche una condanna a livello statale, sottoponendo gli accusati ad una possibile duplice condanna. “Gli animali domestici americani sono più al sicuro. Questa legge è anche un riconoscimento dell’affetto che proviamo per loro”, ha dichiarato Lea Berman, fondatrice dell’associazione animalista Creatures great and small che per mesi ha portato avanti azioni di advocacy al Campidoglio.

Dove si tira la linea

Come ha dichiarato Block, il Pact è un vero miraggio che diventa realtà. Solo per gli animali d’affezione, però. Come si può leggere sull’atto, il presente non si applica nel caso di animali destinati al macello, alla pesca, alla caccia, ad alcune attività sportive e alla vivisezione. Tutti questi animali rimangono ancora completamente indifesi e alla mercé dei loro carnefici, esposti alle stesse aberranti pratiche proibite su cani e gatti.

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E allora non può non tornare alla mente la campagna realizzata dall’organizzazione animalista Peta qualche anno fa, intitolata Where do you draw the line, “dove tiri la linea”, che invogliava gli spettatori a riflettere sulle differenze che la società porta a fare tra gli animali. È stato più volte dimostrato che mucche, maiali, cavalli, capre e persino topi e polli provano emozioni e sono in grado di sentire dolore, proprio come i nostri amati cani e gatti. E allora per quale motivo non vengono protetti anche loro?

Leggi come il Pact sono fondamentali per cambiare la mentalità delle persone e andare verso un futuro più etico, così che un giorno possa essere varata una legge che protegga davvero tutti gli animali, indistintamente.

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