Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Il parco ha chiesto 450mila euro ai bracconieri colpevoli di aver pescato illegalmente all’interno dell’area protetta.
Istituito solo nel 2012, il parco nazionale delle Calanques è la riserva naturale più giovane in Francia. L’area protetta, che sorge nei pressi di Marsiglia, è nata con l’obiettivo di preservare la straordinaria biodiversità, sia terrestre che marina, della Provenza mediterranea. Il parco ospita infatti oltre 180 specie protette, tra cui l’Aquila di Bonelli (Aquila fasciata) e diverse specie di cetacei. La ricchezza naturalistica del parco è stata gravemente danneggiata da quattro bracconieri, che per oltre quattro anni hanno pescato illegalmente nelle acque protette.
Le mérou et le corb de retour en force dans les eaux du @ParcCalanques pour @laprovence. Bonne nouvelle : l’augmentation de ces 2 grands prédateurs est un signe de bonne santé pour toute la chaîne alimentaire?
Bilan complet DEQC 2019 : https://t.co/sWO61HoUSI https://t.co/AK4HM10nh7 pic.twitter.com/xiK0EQoyGx— Parc des Calanques (@ParcCalanques) 25 ottobre 2019
Nel 2018 i pescatori di frodo erano stati processati e condannati a pene che vanno dai quindici ai diciotto mesi con sospensione condizionale della pena. Grossisti e ristoratori che hanno acquistato gli animali bracconati, sono invece stati multati con multe comprese tra 800 e 1.500 euro. Lo scorso 8 novembre l’ente parco ha però chiesto ai quattro, responsabili della cattura di quasi 5 tonnellate di pesce, cefalopodi, echinodermi e frutti di mare, un risarcimento di 450mila euro per i “danni ecologici”.
Se la richiesta del parco, ritenuta legittima dal rappresentante legale dell’area protetta, dovesse venire accolta dalla corte di Marsiglia, sarebbe il primo caso di questo tipo dall’entrata in vigore della legge per la riconquista della biodiversità, della natura e dei paesaggi del 2016. La legge, adottata per migliorare la tutela del patrimonio naturale francese, tra le altre cose, ha introdotto proprio un sistema di risarcimento conseguente al danno ambientale. “Chiediamo al giudice di far valere il principio di legge in questo caso storico”, ha commentato Sébastien Mabile, legale del parco nazionale delle Calanques.
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L’operato dei bracconieri ha danneggiato l’equilibrio ecosistemico del parco, con effetti negativi sull’intera catena alimentare. Tra le specie più cacciate risultano infatti predatori apicali come le cernie, la cui diminuzione ha ripercussioni sul resto dell’ecosistema.
Dernier acte du procès braconnage ce matin à Marseille. Le préjudice écologique est au centre de cette nouvelle audience. Décryptage avec @SebastienM, avocat du @ParcCalanques https://t.co/yIO1emelLN
— Parc des Calanques (@ParcCalanques) 8 novembre 2019
I soldi dell’eventuale risarcimento, ha specificato il parco francese, “saranno assegnati direttamente alle azioni di protezione e gestione volte a ripristinare l’ambiente marino”, con l’intento di riparare i danni ecologici causati dai pescatori di frodo. In attesa della sentenza, ci auguriamo che il tribunale accolga la richiesta del parco e che questo caso possa costituire un importante precedente e un’ulteriore deterrente per coloro che continuano a infliggere danni alla natura.
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