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Presentazioni di film, conferenze, incontri e iniziative: Patagonia lancia una serie di eventi accomunati dall’amore per il pianeta.
Coniugare profitto e tutela ambientale è oggi un traguardo raggiunto da numerose aziende, grazie soprattutto alla crescente sensibilità ecologica dei consumatori che hanno imposto alle imprese un cambio di rotta dal consueto e insostenibile modello capitalistico. Eppure fino a pochi anni fa questo approccio era rivoluzionario, quasi visionario. Visionario è un aggettivo che, in effetti, calza bene al fondatore dell’azienda californiana di abbigliamento outdoor Patagonia, Yvon Chouinard, un mix tra uno scalatore, un surfista, un fabbro e un imprenditore. Patagonia, da oltre venti anni, ha fatto della riduzione dell’impatto ambientale e dell’attivismo ambientalista i propri capisaldi, come sintetizzato dalla mission dell’azienda. “Realizzare il prodotto migliore. Non provocare danni inutili. Utilizzare il business per ispirare e implementare soluzioni per la crisi ambientale”.
L’impegno di Patagonia per proteggere l’ambiente è reale e concreto, ben lontano dal greenwashing praticato da alcune imprese. Tra le numerose iniziative intraprese negli anni ricordiamo 1% for the planet, con cui Patagonia si impegna a devolvere l’1 per cento dei ricavi delle vendite annuali a gruppi ambientalisti impegnati in progetti ambientali e sociali (ad oggi ha devoluto quasi 90 milioni di dollari in sovvenzioni e donazioni di vario genere) e l’utilizzo di materiali sostenibili per i propri capi, come il cotone biologico e la gomma naturale per la produzione delle mute.
“Milano è una città progressista in cui si mescolano sport all’aria aperta, design, creatività, imprenditorialità e innovazione. È sede di numerose comunità diverse, molte delle quali condividono l’amore per gli sport all’aria aperta, i luoghi incontaminati e si impegnano a ridurre al minimo l’impatto delle attività umane sul pianeta”, ha dichiarato Ryan Gellert, general manager di Patagonia. “Ci auguriamo di ispirare gli altri con la nostra missione e di essere ispirati dall’energia creativa, dalla bellezza naturale e dall’attivismo ambientalista di Milano.” Per celebrare il connubio con il capoluogo lombardo, Patagonia ha in programma una serie di eventi eterogenei e affascinanti, uniti dal filo rosso (o verde, in questo caso) dell’ambientalismo.
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Mercoledì 19 settembre si è tenuta una tavola rotonda con i relatori di Fashion revolution, Wrad e Patagonia, con l’obiettivo di capire in che modo l’inquinante industria tessile e dell’abbigliamento possa ripulire la propria filiera produttiva. Il 4 ottobre, presso il negozio di Patagonia, si è svolta una serata dedicata alla storia del marchio californiano, narrata da leggende dell’alpinismo e dell’arrampicata, arricchita dall’esposizione di prodotti iconici provenienti dagli archivi di Ventura e dalla proiezione di Mountain of storms, documentario che racconta la filosofia di Patagonia.
Non solo montagna, Patagonia è infatti nota per produrre abbigliamento e attrezzature da surf. Proprio il surf sarà protagonista della serata di martedì 9 ottobre, presentata da Greg Long, attivista e leggenda del surf, che si concluderà con la proiezione di Never Town, l’ultimo film di Patagonia. I fiumi europei sono costellati da dighe, chiuse ed impianti idroelettrici che hanno alterato gli ecosistemi fluviali. Di questo grave e sottovalutato problema si parlerà il 10 ottobre, protagonisti i pescatori Mauro Mazzo e Alberto Calzolari che presenteranno una serata di storie e racconti sulla pesca a mosca e sul mutare dei fiumi. Verrà poi proiettato Blue Heart, il documentario di Patagonia che racconta la lotta per proteggere gli ultimi fiumi incontaminati d’Europa. Sabato 13 ottobre è invece previsto un evento dedicato ad avventura e attivismo, tra racconti, filmati e workshop. Sarà possibile incontrare alcune ong che si battono per proteggere l’ambiente e la biodiversità, come Io non ho paura del lupo, Cittadini per l’aria, Selva urbana e Mountain wilderness. Sono infine previste ad ottobre varie tappe a Milano del Bus Worn Wear, camioncino che attraversa la penisola per offrire la riparazione gratuita di capi di abbigliamento danneggiati di qualunque marca, sistemando cerniere, alette delle zip, bottoni e tessuti.
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