Secondo uno studio europeo, che coinvolge il WWF, tutti gli investimenti si ripagherebbero entro il 2032. Vantaggi anche per lavoro, salute e ambiente.
È stata finalmente istituita la riserva naturale Dvinsko-Pinezhsky, che proteggerà dalle mire dell’industria 300mila ettari della grande foresta del nord.
Ci sono voluti 17 anni di mobilitazioni portate avanti da Greenpeace insieme al Wwf, ma alla fine la battaglia è stata vinta. Con una risoluzione adottata il 1° ottobre, il governo della regione di Arcangelo, nel nord della Russia, ha istituito la riserva naturale Dvinsko-Pinezhsky.
La riserva Dvinsko-Pinezhsky fa parte della grande foresta del nord, che si estende dall’Alaska al Canada, passando per Scandinavia e Russia. Come spiega la nota diffusa da Wwf Russia, copre una superficie di 300mila ettari – l’equivalente di quella del Belgio – tra il corso del fiume Dvina Settentrionale e quello del suo affluente Pinega.
VITTORIA! ?Dopo 20 anni di battaglia, 300 km quadrati della foresta Dvinsky, una delle ultime #foreste intatte d’Europa, sono in salvo. #ForestsAreLife ? pic.twitter.com/E1y3yZEasG
— Greenpeace Italia (@Greenpeace_ITA) October 9, 2019
Si tratta di una delle ultime foreste incontaminate rimaste in Europa. È un argine contro i cambiamenti climatici, per la sua capacità di stoccare CO2, e al tempo stesso uno scrigno di biodiversità dove vivono orsi bruni, linci, alci, lupi, ghiottoni, e anche specie rare e in pericolo d’estinzione come la renna della foresta della Finlandia e l’aquila di mare coda bianca.
Da anni però è oggetto dalle mire delle industrie produttrici di legno e polpa di cellulosa. Troppo ghiotto, ai loro occhi, il mercato dei tovaglioli e fazzolettini usa e getta da vendere alle grandi multinazionali e dei mobili a basso costo da esportare in tutto il mondo. E troppo deboli – fa notare Greenpeace – le leggi federali russe, che non pongono grossi freni alla frammentazione o alla totale trasformazione delle foreste.
Da qui la campagna che è andata avanti per ben 17 anni, riunendo sullo stesso fronte diverse associazioni ambientaliste, e che finalmente ha segnato la sua vittoria. D’ora in poi la popolazione locale potrà continuare a fare affidamento sulla taiga per la caccia e la pesca, ma saranno bloccate tutte le attività industriali intensive, in primis il disboscamento.
Ma non bisogna abbassare la guardia, avverte Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia: “Originariamente, il paesaggio forestale intatto della Foresta Dvinsky si estendeva per oltre 1 milione e 500 mila ettari: oggi, a causa della deforestazione legata alla produzione di legno e carta, ne rimangono solo 700 mila. La nuova riserva naturale ne protegge poco meno della metà, resta quindi ancora molto da fare”.
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