Secondo un nuovo report, i fanghi ittici degli allevamenti di pesce in Norvegia sono paragonabili alle acque reflue non trattate di milioni di persone e riducono l’ossigeno nell’acqua dei fiordi.
Pianta erbacea annuale, l’hordeum vulgare -l’orzo- è stato il primo cereale ad avere una larga diffusione nelle civiltà. Ecco come gustarselo al meglio!
L’orzo una pianta molto resistente, sia al calore che alla siccità. Questo cereale viene coltivato anche nei paesi nordici, come la Svezia, fino a 70 gradi di latitudine al di là del circolo polare e sulle Alpi, fino ad un’altezza di 1800 metri. Per maturare infatti non necessita di una grande quantità di sole.
È facilmente digeribile, ha una blanda azione sedativa grazie alla presenza di piccole quantità di silicio e di un alcaloide, l’ordeina, che lo rende attivo nel combattere alcune forme di dissenteria e le febbri tifoidi.
Negli ultimi anni, si è diffuso l’uso dei fiocchi, vale a dire dei semi del cereale, generalmente interi, schiacciati e sottoposti ad un processo di riscaldamento. Si consumano per lo più nel latte o nelle minestre, dopo averli lasciati per un breve periodo in ammollo.
Viene utilizzato per la preparazione della birra e di altre bevande alcoliche grazie al malto, base della fermentazione alcolica di queste bevande, che si ottiene dalla germinazione e dalla tostatura e macinazione dei chicchi.
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È il cereale più adatto ai climi caldi e la tradizione popolare lo ha sempre saputo: le minestre con questo cereale sono rinfrescanti, migliorano il tono dell’umore, favoriscono l’attività psicofisica e facilitano la concentrazione.
Per l’alimentazione viene utilizzato per lo più quello duro (tetrastico ed esastico), più ricco di proteine. Quello tenero, che ha più amido e meno proteine, viene utilizzato nell’industria della birra e del whisky.
In commercio si trova facilmente il perlato, cioè privato del pericampo e dei tegumenti e quello brillato, o mondo, dal quale è stato eliminato solo il pericampo. Il perlato è meno ricco di nutrienti in quanto l’eliminazione dei tegumenti esterni diminuisce l’apporto di proteine (dal 10 all’8,2 %), oltre che dei grassi, dei sali minerali e delle vitamine.
Zuppa estiva all’orzo: una ricetta per cucinare l’orzo in maniera fresca e godere di tutte le proprietà di questo magnifico cereale.
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