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L’operazione dell’Europol ha svelato un commercio in aumento di pesticidi illegali, sostanze pericolose perché non se ne conosce la composizione chimica.
Il traffico di pesticidi illegali nell’Unione europea è in aumento: è quanto emerso dall’operazione Silver AxeVII dell’Europol, l’Ufficio europeo di polizia, che ha coinvolto le forze dell’ordine di 31 Paesi tra cui l’Italia. Per individuare le tendenze del mercato nero dei prodotti fitosanitari sono stati monitorati porti, aeroporti, oltre a punti di frontiera e il commercio online con consegna presso indirizzi fisici. Da gennaio ad aprile sono stati effettuati decine di arresti e sequestrate 1.150 tonnellate di pesticidi illegali e contraffatti; inoltre, è stata individuata una fabbrica di produzione di pesticidi contraffatti.
Il traffico di pesticidi illegali è risultato in aumento nell’area del sud Europa e del Mar Nero con sostanze chimiche di sintesi che provengono soprattutto dalla Cina, ma anche – e sempre di più – dalla Turchia. L’aumento dei sequestri di attrezzature di produzione e materie prime spedite nell’Unione europea suggerisce, inoltre, un aumento delle attività di contraffazione all’interno dell’Europa stessa.
Come spiegato dall’Europol, i pesticidi illegali vengono introdotti nell’Unione europea secondo diversi modus operandi. Per esempio, vengono utilizzati contenitori simili a quelli dei pesticidi di marca oppure vengono importate solo le sostanze vietate e la produzione viene ultimata in Europa o, ancora, si sfrutta in modo fraudolento il sistema di autorizzazioni delle sostanze tra gli Stati membri.
“Nonostante il loro prezzo basso, i fitofarmaci non autorizzati hanno un costo molto alto sia per l’ambiente che per la salute pubblica, ma anche per il settore agricolo”, ha spiegato Catherine De Bolle, direttore esecutivo di Europol. “I pesticidi falsi e illegali possono danneggiare gli agricoltori e il mantenimento delle colonie di api”.
La diffusione dei pesticidi illegali si deve al loro costo inferiore rispetto ai pesticidi autorizzati e alla presenza di sostanze che non si possono commercializzare, ma che sono ritenute efficaci dagli agricoltori. La loro pericolosità deriva dal fatto che trattandosi di merci contraffatte di prodotti regolarmente commercializzati da un’azienda, oppure di prodotti con dosaggi alterati o sostanze vietate, non è possibile conoscere la loro composizione chimica e i rischi connessi al loro utilizzo per la salute e per l’ambiente.
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