Grazie al progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi hanno avviato un processo di decarbonizzazione. Anche per il settore agroalimentare.
L’Ufficio nazionale delle foreste, che gestisce in Francia le aree boschive pubbliche, ha azzerato dal 14 ottobre l’uso di pesticidi di sintesi.
Nelle foreste francesi non saranno più utilizzati pesticidi. Né erbicidi, né fungicidi, né insetticidi: qualsiasi prodotto fitofarmaceutico è stato infatti vietato nella gestione dei boschi effettuata dall’Ufficio nazionale delle foreste (Onf), agenzia che si occupa di tutte le foreste pubbliche.
Ce vendredi 18 octobre, l’Office national des forêts (@ONF_Officiel) a annoncé avoir décidé l’abandon total de toute prescription et usage d’herbicides, insecticides et fongicides pour la gestion des forêts domaniales de l’État et des forêts communales https://t.co/7hRrv7PoQC pic.twitter.com/Y32aXCWYKL
— ????? ⚡️ ???????? (@alban_dg) November 4, 2019
La decisione è stata approvata il 14 ottobre e da quel giorno è operativa su tutto il territorio della Francia. La direzione presa dall’Onf, d’altra parte, era chiara da tempo. Già nel 2018, infatti, lo stesso organismo aveva deciso di vietare l’uso di prodotti a base di glifosato, come nel caso del Roundup fabbricato dalla Monsanto (oggi di proprietà della tedesca Bayer).
Di fatto, dunque, il ricorso a ricorso ai pesticidi era stato già drasticamente ridotto. Gli ultimi trattamenti venivano applicati unicamente in fase di rigenerazione e si focalizzavano sulla vegetazione che poteva complicare la crescita degli alberi.
Ora però l’uso è stato completamente azzerato: “In futuro – ha spiegato l’Onf – utilizzeremo delle alternative meccaniche o delle tecniche di bio-controllo degli agenti infestanti e dei parassiti degli alberi”. In questo modo, l’ufficio responsabile delle foreste francesi punta a rappresentare “un esempio” per gli altri. L’organismo ha inoltre di fatto risposto alle richieste giunte dal basso: nel corso del 2018, numerose associazioni ecologiste transalpine avevano lanciato una petizione per chiedere di non utilizzare più pesticidi sulle superfici non agricole delle foreste.
Sylvain Angerand, dirigente dell’organizzazione non governativa Les Amis de la Terre, ha spiegato al quotidiano Novethic che “gli erbicidi e i fungicidi di sintesi non sono compatibili con le foreste. Non si devono riprodurre gli errori fatti nell’agricoltura. L’ecosistema forestale deve restare preservato e la produzione di legname deve essere effettuata in modo rispettoso degli equilibri naturali».
? #environnement #ecologie l’#ONF bannit les pesticides dans les forêts publiques & décide l’abandon total de toute prescription & usage d’herbicides, insecticides et fongicides pour la gestion des #forêts domaniales de l’État et des forêts communales ? @ONF_Officiel ???☘️ pic.twitter.com/KXKdyoV1lX
— Forum Météo Climat ? (@Forumeteoclimat) October 23, 2019
Ciò nonostante, secondo le Ong, in Francia ancora oggi sono circa 40 i pesticidi di sintesi autorizzati per l’uso forestale, di cui 23 a base di glifosato. Proprio quest’ultimo è al centro di una vasta campagna in Francia, con migliaia di persone che si sono sottoposte ad analisi di laboratorio e hanno riscontrato la presenza della sostanza nelle proprie urine. Per questo, 2.500 persone hanno deciso di denunciare le aziende che fabbricano i pesticidi, ma anche contro gli organismi pubblici europei che ne hanno consentito l’immissione in commercio.
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