Piemonte, gli incendi non si placano: frazioni evacuate in Val di Susa

Cresce l’allarme: 11 i focolai ancora attivi e rafforzati dal vento. Sgomberata una casa per anziani, approntato un campo d’accoglienza per 2 mila persone.

La situazione degli incendi in Piemonte, che sabato 28 ottobre sembrava ormai sotto controllo, è peggiorata nella giornata di domenica 29. Il vento infatti ha ravvivato le fiamme in Valsusa, nel Canavese e nel Cuneese. A Mompantero si sono riattizzati focolai che sembravano sotto controllo e si sono dovute evacuare alcune frazioni, il fuoco ha preso ad avvicinarsi a Susa, dove una casa di riposo con 185 anziani è stata sgomberata e in città è stato predisposto un centro di accoglienza per 2000 persone. Frazioni evacuate anche in Valle Stura di Demonte, dove è stata disposta la chiusura ai mezzi pesanti del valico internazionale della Maddalena a causa della caduta di sassi su un tratto di strada. Continua a bruciare anche nei comuni di Cantalupa, Cumiana, Ribordone e Traversella.

In provincia di Cuneo, le situazioni più difficili sono state registrate a Bellino, Casteldelfino, Cortemilia e Pietraporzio. Nei territori di questi comuni stanno operando oltre 40 vigili del fuoco coadiuvati da circa 60 volontari. Le squadre di terra sono supportate dai lanci dei Canadair. Intanto, nel pomeriggio di domenica sono diventati operativi per spegnere gli incendi nel Canavese i due Canadair arrivati nel pomeriggio dalla Croazia e attivati dall’Unione Europea su richiesta del Governo italiano nell’ambito del meccanismo europeo di Protezione civile. La Protezione civile italiana invece è intervenuta, soltanto domenica, in una trentina di comuni piemontesi, per un totale di oltre 500 uomini e 164 mezzi, più 180 vigili del fuoco e 170 volontari.

Il presidente della regione Sergio Chiamparino, in una intervista a Radio1, ha fatto il punto della situazione: “In Piemonte sono operativi 5 Canadair, incluso quello dirottato sull’incendio a Varese. Il problema è che spesso le condizioni meteo non permettono di operare, ieri per esempio non consentivano ai Canadair né di approvvigionarsi nei bacini alpini a causa del troppo vento in quota, né di intervenire perché il fumo concentrato in basso non permetteva di centrare gli obiettivi”.

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