I pannelli in plastica riciclata di Plastiz portano l’economia circolare negli arredi di design

Dagli scarti della plastica all’arredo di design: Plastiz è una startup italiana al lavoro per l’economia circolare.

Sotto il livello di ogni superficie, c’è sempre qualcosa di più profondo. Per esempio il rapporto, l’impatto, il vincolo di responsabilità tra tutto quello che si fa e il mondo che ci circonda. Nel vasto panorama dell’innovazione sostenibile di cui anche l’industria italiana fortunatamente è motore, c’è Plastiz, che si propone di fare della responsabilità ambientale nel settore dei materiali d’arredo il proprio faro. Fondata come risposta diretta all’enorme problema dei rifiuti plastici, questa startup italiana si è rapidamente affermata come pioniera nell’utilizzo di tecnologie avanzate per trasformare in materiali di alta qualità ciò che altrimenti avremmo definito – sbagliando – scarti.

La necessità di materiali alternativi alla plastica

Con oltre 400 milioni di tonnellate di rifiuti plastici prodotti nel mondo ogni anno, secondo i dati del Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (Unep), l’urgenza di trovare alternative sostenibili diventa ogni giorno sempre più evidente. Ecco: Plastiz si pone come una risposta a questa sfida. Nasce da Izmade impresa sociale, studio di design e architettura che progetta e realizza arredi e allestimenti coniugando innovazione, sostenibilità e design. Questa realtà collabora anche con Precious Plastic, una comunità globale di ricerca e condivisione sul riciclo della plastica e l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili.

A partire dal 2011, l’industria dell’arredo ha registrato un aumento del 200 per cento dell’uso di materiali sostenibili certificati, secondo il Sustainable furnishings council. Questo trend evidenzia non solo una maggiore consapevolezza ambientale tra i consumatori, ma anche una crescente domanda di soluzioni innovative come quelle offerte da Plastiz.

Le applicazioni pratiche e la visione ecologica di Plastiz

L’azienda torinese produce pannelli con finiture simili al marmo, ma più leggeri ed economici, impermeabili e resistenti all’usura, in grado di adattarsi così a qualsiasi progetto. Le applicazioni spaziano dai rivestimenti interni ai mobili: esempi notevoli includono tavoli realizzati con plastica riciclata e mobili personalizzati, funzionali e sostenibili, o rivestimenti murali. Prodotti che rispondono a esigenze pratiche, ma sono anche espressioni di design contemporaneo e consapevolezza ecologica.

Plastiz offre infatti una gamma diversificata di pannelli in plastica riciclata, con finiture che vanno dalle texture contemporanee dei pannelli della collezione Pixel alla lucentezza e resistenza dei pannelli della collezione Glass, ispirati alla trasparenza del vetro ma con la leggerezza della plastica riciclata, passando proprio per la Marble, che dona alle superfici quel marmoreo effetto lucente e solido. La vasta possibilità di personalizzazione infine consente di soddisfare le esigenze specifiche dei clienti.

Due texture che fanno parte della collezione Marble: il Marquinia e il Popcorn.
Due texture che fanno parte della collezione Marble: il Marquinia e il Popcorn © Plastiz

Al cuore di Plastiz c’è una missione chiara: contribuire all’economia circolare trasformando rifiuti plastici in prodotti di alta qualità e valore estetico. Come nel caso delle due trame che fanno parte della collezione Marble, il Marquinia e il Popcorn che – spiega la startup – sono realizzate interamente da scarti della produzione di frigoriferi, grucce e stoviglie in plastica. Il materiale, ormai fuori dai cicli produttivi cui erano destinati all’origine, viene trasformato in materia prima seconda sotto forma di granulo o macinato e poi in pannelli dalle finiture simili al marmo che si adattano a qualsiasi progetto e soprattutto sono riciclati e riciclabili al 100 per cento.

 

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