Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Un investimento di 10 milioni di euro per un’azienda che invece di delocalizzare ha deciso di restare ed investire nella green economy.
Un edificio archittetonicamente innovativo, costruito rispettando i criteri dell’efficienza energetica e della bioedilizia. Più di 11 mila metri quadrati su di un’area di poco più di 20 mila realizzati ad Asolo da Progress Profiles, azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di profili per l’arredamento.
“Investire e fare occupazione in Italia in questi anni non è certamente impresa facile – dichiara l’amministratore delegato, Dennis Bordin. “Di solito le aziende italiane preferiscono aprire stabilimenti all’estero come in Polonia, Cina e Turchia”.
Le scelte dei materiali sono state fatte per migliorare il comfort abitativo, seguendo scrupolosamente i criteri del Regolamento REACH, che promuove e regolamenta appunto l’utilizzo di sostanze chimiche inquinanti e potenzialmente pericolose per la salute.
Un impianto fotovoltaico da 700 kW produce l’energia elettrica per autoconsumo e alimenta l’impianto di condizionamento mentre, grazie al sistema di riscaldamento a strisce radianti, vi è un ridotto consumo di gas di rete nell’area produttiva. Per l’illuminazione si sono pensate soluzioni adatte a ricreare una luce naturale all’interno degli ambienti aziendali, come l’illuminazione zenitale. L’efficienza energetica è data da soluzioni solari passive, che permettono di sfruttare il calore in eccesso come fonte di energia e da facciate altamente isolate, che impediscono l’effetto di irraggiamento della luce solare.
“Progress Profiles – conclude Bordin – crede nelle potenzialità del nostro Paese ed ha speso oltre 10 milioni di euro per questo progetto, senza farsi ammaliare dalle facili sirene della delocalizzazione e continuando ad investire con successo in Veneto e nel made in Italy”.
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