Il giorno del sovrasfruttamento cade sei giorni più tardi rispetto al 2025, ma non è un miglioramento: lo spostamento dipende dalla revisione dei dati sugli oceani, mentre l’impronta ecologica reale continua a crescere.
L’azione della Lipu e di tanti ambientalisti e animalisti, le 65mila adesioni sulla petizione in corso su Change.org hanno ottenuto una prima vittoria contro l’estremismo venatorio. Ora si attende la conferma da parte del Senato per chiudere con i richiami vivi, una tortura indegna per un paese civile. La Camera dei deputati, infatti, ha
L’azione della Lipu e di tanti ambientalisti e animalisti, le 65mila adesioni sulla petizione in corso su Change.org hanno ottenuto una prima vittoria contro l’estremismo venatorio. Ora si attende la conferma da parte del Senato per chiudere con i richiami vivi, una tortura indegna per un paese civile.
La Camera dei deputati, infatti, ha approvato una formulazione dell’articolo 19 della legge europea 2014 in cui l’Italia vieta di fatto ogni possibile cattura di uccelli selvatici a fini di richiamo (richiami vivi) e si avvia a sanare la sua infrazione comunitaria alla direttiva europea 2009/147/CE (direttiva uccelli) seppure in modo indiretto, come riconosce la Lipu, un primo risultato è raggiunto anche forse più per paura delle sanzioni europee che per una vera crescita di consapevolezza ecologista dei nostro legislatori.
La Commissione europea aveva infatti denunciato come l’Italia, catturando con le reti uccelli selvatici a fini di richiamo per l’attività venatoria, infrangesse l’articolo 8 della direttiva europea. Oggi si dà una risposta in positivo. La speranza è che si possa intervenire al più presto anche sul rafforzamento dei controlli, quindi potenziando e non smantellando il Corpo forestale dello stato, senza disperdere le competenze delle polizie provinciali.
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