Russia. Uno sversamento di petrolio nel Mar Nero è 400 volte più vasto di quanto si pensava

Nei giorni scorsi un incidente navale nel Mar Nero, in Russia, ha causato una perdita di petrolio definita non preoccupante. Ora un’indagine indipendente ha rivelato uno scenario critico, con flora, fauna e turismo a rischio.

C’è stato uno sversamento di petrolio nel Mar Nero, in Russia, quando una nave battente bandiera greca si stava rifornendo a un terminal vicino Novorossiysk. All’inizio è sembrato potesse trattarsi di una cosa di poco conto, tanto che le autorità hanno velocemente rassicurato che non vi erano rischi ambientali connessi. Ora un istituto di ricerca spaziale, la Russian academy of science, ha lanciato l’allarme: lo sversamento è almeno 400 volte più grande di quanto annunciato e a rischio ci sono la flora e la fauna locale, ma anche il turismo.

La striscia di petrolio nel Mar Nero vista dal satellite
La striscia di petrolio nel Mar Nero vista dal satellite © Russian academy of science

Un nuovo incidente nel Mar Nero

Sono passati poco più di due mesi da quando una pellicola di petrolio ha ricoperto 400 metri quadri di Mar Nero, nella regione di Krasnodar. Ora un nuovo incidente scuote il bacino dell’Europa orientale. Durante il rifornimento della nave greca Minerva Symphony si è verificato un problema e secondo il Caspian pipeline consortium, che gestisce la stazione, 200 metri quadri di superficie sono stati inquinati da 12 metri cubi di petrolio. Un’emergenza subito rientrata, con la situazione normalizzata in poche ore e nessuna minaccia ambientale di rilievo.

Eppure, nelle scorse ore le indagini della Russian academy of science hanno delineato un quadro molto diverso. L’area interessata dallo sversamento corrisponderebbe ad almeno 80 chilometri quadrati, una superficie 400 volte maggiore rispetto a quella indicata dal consorzio, mentre il Wwf russo parla di quasi 100 chilometri quadrati inquinati da 100 tonnellate di petrolio. Il consorzio, partecipato anche dall’italiana Eni, non ha risposto a queste nuove rilevazioni.

Le immagini dal satellite mostrano una lunga striscia nera, che secondo gli scienziati si dilungherebbe per almeno 19 chilometri. Lo scenario sarebbe insomma molto diverso da quello non emergenziale, tanto che dal Cremlino hanno ordinato all’organismo di vigilanza ambientale di svolgere un’indagine apposita.

Delfini e stagione turistica a rischio

Nelle ultime ore la marea nera si è avvicinata a un delfinario della città turistica di Anapa. Il personale locale sta cercando di mettere in salvo i mammiferi attraverso barriere e altri strumenti che assorbono le sostanze inquinanti dell’acqua. In generale, la portata dello sversamento rischia di avere pesanti conseguenze sulla fauna e la flora dell’area, con i danni che sono stati già quantificati in milioni di dollari

Come sottolinea il Wwf, il petrolio ha già raggiunto alcune aree protette e si è ormai dissolto nell’acqua, costituendo una minaccia concreta ai pesci e alle altre specie marine.  A rischio c’è anche il turismo, visto che l’area interessata è un importante luogo di villeggiatura, con alcune tra le migliori spiagge del Mar Nero. “La salute delle persone, compresi i turisti, che si trovano nella zona inquinata è a rischio”, ha suonato l’allarme Victoria Glushchenko, esponente di Greenpeace. Mentre Alexei Knizhnikov, uno degli esponenti del Wwf, ha detto che “si sta delineando lo scenario peggiore”.

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