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Partiamo dai numeri: 425mila collaboratori. 75 milioni di persone servite nel mondo. 50 anni di attività. Sono questi le “misure” che danno l’idea di quanto sia rilevante il peso dell’azienda francese, nei confronti della società e ovviamente dell’ambiente. Solo in Italia Sodexo conta 10.600 collaboratori, che servono 8.000 clienti e offrono i propri servizi a
Partiamo dai numeri: 425mila collaboratori. 75 milioni di persone servite nel mondo. 50 anni di attività. Sono questi le “misure” che danno l’idea di quanto sia rilevante il peso dell’azienda francese, nei confronti della società e ovviamente dell’ambiente. Solo in Italia Sodexo conta 10.600 collaboratori, che servono 8.000 clienti e offrono i propri servizi a 380mila consumatori.
A fine 2016 Sodexo Italia riceve la certificazione Best Employer Program, riconoscimento che Aon Hewitt concede alle aziende più virtuose nei confronti dei propri dipendenti. Secondo quanto riferisce Nadia Bertaggia, direttrice delle risorse umane del gruppo “Sodexo Italia è stata fra le prime 16 aziende italiane a firmare, nel 2009, la Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro e ha sottoscritto con le Nazioni Unite i sette principi per la valorizzazione della responsabilità delle donne, aderendo all’inizio del 2016 alla campagna He for She di UN Women in favore dell’equilibrio di genere”, citando una delle molte iniziative aziendali.
Nel 2017 il gruppo rivede la propria roadmap nella responsabilità sociale d’azienda, adattandola agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. “Better Tomorrow 2025 rappresenta l’ultima evoluzione di questa tendenza e riflette gli attuali cambiamenti ambientali e sociali cui il mondo deve far fronte”, spiega Michel Landel, direttore generale di Sodexo, in una nota stampa. “Il Gruppo si è posto degli obiettivi ambiziosi e sono fiero che Sodexo continui a ricoprire un ruolo da leader in materia di responsabilità sociale”.
In questo contesto e ovviamente tenendo conto delle attività svolte da Sodexo, il nuovo programma si focalizza su tre temi in particolare: la lotta alla fame, la riduzione della disparità di genere e la lotta allo spreco alimentare. Il Gruppo fornisce supporto alle popolazioni a rischio malnutrizione, ridistribuisce le eccedenze di cibo e finanzia orti sociali per incoraggiare l’autosufficienza alimentare. Come in Cambogia, dove Sodexo ha donato 35mila euro ad una scuola per la realizzazione di orti coltivati in base ai principi della permacultura. Questi orti producono sette tonnellate di frutta e verdura all’anno, consentendo all’istituto di risparmiare oltre 18mila euro l’anno.
Nel 2011 il Gruppo ha creato “WasteWatch powered by LeanPath”, un programma mondiale di prevenzione dello spreco alimentare che permette di identificare le cause degli sprechi e definire un piano d’azione per ridurli. Sodexo condivide inoltre le sue competenze collaborando con altre imprese e ong per ridurre gli sprechi di cibo. Nel 2015, il Gruppo ha cofondato l’International Food Waste Coalition.
Interessante poi l’attenzione all’uguaglianza di genere, se si va a vedere i numeri forniti dall’azienda: il 50 per cento dei membri del Consiglio di amministrazione e più del 30 per cento dei dirigenti sono donne.
Questi risultati hanno portato Sodexo a scalare la classifica internazionale che valuta valuta le performance delle imprese sotto il profilo economico, sociale e ambientale. La valutazione annuale del Djsi si basa su un’analisi di oltre 3.900 società quotate a livello internazionale, prendendo in esame i numerosi aspetti che entrano nel core business delle imprese. Impegni che Sodexo ha tradotto nella riduzione della sua impronta di carbonio del 34 per cento rispetto al 2011, entro il 2025. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, è stata siglata una partnership con il Wwf con una progressiva riduzione delle emissioni di carbonio.
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