I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
E’ lecito uccidere indiscriminatamente la fauna selvatica per tutelare il benessere dei campi agricoli? La domanda sembra interessare il programma Wildlife Service del dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti che, secondo un documento da poco pubblicato dal Centro americano per la diversità biologica, pare aver abusato dei propri compiti. A detta del report, questa apposita
E’ lecito uccidere indiscriminatamente la fauna selvatica per tutelare il benessere dei campi agricoli? La domanda sembra interessare il programma Wildlife Service del dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti che, secondo un documento da poco pubblicato dal Centro americano per la diversità biologica, pare aver abusato dei propri compiti.
A detta del report, questa apposita sezione del dipartimento uccide milioni di animali ogni anno, alcuni per puro caso, altri perché sono considerati “fastidiosi” e quindi da eliminare dal territorio nazionale, forte di un sondaggio pubblicato nel 2012 in cui si sosteneva che la fauna selvatica era stata responsabile, nel 2001, di 944 milioni di dollari di danni all’agricoltura.
In particolare, l’organismo governativo si dovrebbe occupare delle cosiddette specie aliene, come nutrie, maiali selvatici e lucertole argentine. In realtà, secondo il Centro, vengono uccise anche le specie autoctone, se percepite come una minaccia per i campi.
I numeri delle uccisioni variano di anno in anno: se a fine secolo gli animali uccisi avvelenati, presi al laccio o intrappolati dal dipartimento erano 1,5 milioni, nel 2008 sono stati 5 milioni, poi per qualche anno circa 3 milioni e nel 2013 più di 4 milioni; tra questi vi erano linci, coyote, lontre di fiume, volpi, falchi e orsi neri.
Le motivazioni non sono però del tutto chiare: lo scorso dicembre, il Centro stesso aveva presentato una petizione in cui chiedeva all’agenzia di spiegare nel dettaglio quali animali dovessero essere eliminati, per quali ragioni, quali sarebbero stati i benefici che si potevano ottenere e quali sarebbero stati i metodi utilizzati. Il dipartimento non ha però mai fornito una risposta.
La richiesta è stata recentemente ripetuta anche da alcuni membri del Congresso, che si stanno interessando alla vicenda per fare chiarezza. Secondo Amy Atwood, vicedirettore del Centro, i metodi utilizzati dal dipartimento non solo non rispettano criteri scientifici, ma sono una vera e propria campagna di uccisioni massicce finanziata dai contribuenti, che pagano la metà delle attività del programma Wildlife Service e ha invitato l’amministrazione Obama a sviluppare una politica basata sulla scienza ecologica, mostrando come la rimozione di animali selvatici colpisce l’equilibrio naturale degli habitat.
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