L’amministrazione di Donald Trump ha riunito militari e scienziati alla Casa Bianca con l’obiettivo di valutare la ripresa dei test sulle armi nucleari.
Alla metà dello scorso mese di maggio, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha deciso di organizzare una riunione alla Casa Bianca, alla quale hanno partecipato esperti militari e scienziati. L’incontro, secondo quanto riferito dal Washington Post, sarebbe stato chiesto con un obiettivo preciso e inquietante: stabilire un piano per consentire all’esercito americano di riavviare i test di armi nucleari.
Opinion: Trump is doing nuclear tests for the first time in 27 years. We should all be worried https://t.co/infEGxQM3S
La risposta a presunti test nucleari condotti da Cina e Russia
La decisione del governo di Washington sarebbe dipesa dalla volontà di “rispondere” a presunte prove analoghe (a bassa potenza) condotte dalla Russia e dalla Cina alla fine del 2019. Sia l’esecutivo di Mosca che quello di Pechino, tuttavia, hanno negato con forza di aver effettuato tali test.
Il quotidiano americano cita in particolare una fonte anonima a conoscenza della questione, interna all’amministrazione Trump, secondo la quale l’obiettivo statunitense sarebbe quello di esercitare pressione affinché le potenze atomiche raggiungano un accordo trilaterale sugli armamenti.
L’ultimo test su armi nucleari risale al 1992
Ciò che è chiaro è che se gli Stati Uniti dovessero riaprire le porte ai test su armi nucleari si tratterebbe di una svolta epocale. L’ultima esplosione di una testata americana risale infatti al 1992. In totale, dal dopoguerra a tale data, sono stati condotti più di mille test: circa la metà di tutti quelli che sono stati effettuati nel mondo. L’Unione Sovietica e poi la Russia ne hanno infatti effettuati 715 e la Francia 210.
The United States doesn't need to conduct nuclear tests, and hasn't since 1992. However, the Trump administration has reportedly discussed restarting explosive nuclear tests for political purposes.This would be a nuclear disaster waiting to happen. We explain why 👇 👇 👇 pic.twitter.com/pZ4yIsdZpC
Poi, nel 1996, le cinque nazioni che possiedono ufficialmente armi nucleari hanno firmato un trattato, il Comprehensive Test Ban Treaty, che puntava a porre fine a tutte le sperimentazioni. Il Parlamento americano non ha mai ratificato il documento, anche se è stata adottata di fatto una moratoria. Inoltre, il testo fu firma da Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina, ovvero le nazioni che hanno dichiarato il possesso di testate atomiche. È noto invece che anche altri (India, Pakistan, Israele e Corea del Nord) possiedono o stanno sviluppando armi nucleari.
Narges Mohammadi è stata condannata a sette anni di carcere per il suo attivismo contro il regime dell’Iran. Prosegue intanto la repressione nel paese dopo le proteste di inizio anno.
Il presidente Donald Trump ha dato sempre più poteri all’Ice. Questo si è tradotto in retate anti-immigrazione molto violente e al di fuori della cornice legale.
Il presidente Donald Trump ha lanciato un grande piano di investimenti per impossessarsi del petrolio del Venezuela. Ma le aziende del settore non sono convinte.
Da fine dicembre in Iran sono esplose profonde proteste. La miccia è stata la crisi economica ma ora i manifestanti chiedono la fine del regime, che ha risposto con la violenza.
Un nuovo progetto idroelettrico sul fiume Chhujung rischia di stravolgere la vita degli indigeni Bhote-Lhomi Singsa del Nepal. Che si stanno battendo per fermarlo.
Il progetto era fortemente contestato da associazioni ambientaliste e comitati cittadini. Alla fine il Guggenheim di Bilbao ha fatto un passo indietro.
I trattori hanno invaso la capitale europea per protestare contro l’accordo commerciale tra l’Ue e il Mercosur. La ratifica è stata rinviata a gennaio.