Armi nucleari, gli Stati Uniti studiano la ripresa dei test

L’amministrazione di Donald Trump ha riunito militari e scienziati alla Casa Bianca con l’obiettivo di valutare la ripresa dei test sulle armi nucleari.

Alla metà dello scorso mese di maggio, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha deciso di organizzare una riunione alla Casa Bianca, alla quale hanno partecipato esperti militari e scienziati. L’incontro, secondo quanto riferito dal Washington Post, sarebbe stato chiesto con un obiettivo preciso e inquietante: stabilire un piano per consentire all’esercito americano di riavviare i test di armi nucleari.

La risposta a presunti test nucleari condotti da Cina e Russia

La decisione del governo di Washington sarebbe dipesa dalla volontà di “rispondere” a presunte prove analoghe (a bassa potenza) condotte dalla Russia e dalla Cina alla fine del 2019. Sia l’esecutivo di Mosca che quello di Pechino, tuttavia, hanno negato con forza di aver effettuato tali test.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump © Alex Wong/Getty Images

Il quotidiano americano cita in particolare una fonte anonima a conoscenza della questione, interna all’amministrazione Trump, secondo la quale l’obiettivo statunitense sarebbe quello di esercitare pressione affinché le potenze atomiche raggiungano un accordo trilaterale sugli armamenti.

L’ultimo test su armi nucleari risale al 1992

Ciò che è chiaro è che se gli Stati Uniti dovessero riaprire le porte ai test  su armi nucleari si tratterebbe di una svolta epocale. L’ultima esplosione di una testata americana risale infatti al 1992. In totale, dal dopoguerra a tale data, sono stati condotti più di mille test: circa la metà di tutti quelli che sono stati effettuati nel mondo. L’Unione Sovietica e poi la Russia ne hanno infatti effettuati 715 e la Francia 210.

Poi, nel 1996, le cinque nazioni che possiedono ufficialmente armi nucleari hanno firmato un trattato, il Comprehensive Test Ban Treaty, che puntava a porre fine a tutte le sperimentazioni. Il Parlamento americano non ha mai ratificato il documento, anche se è stata adottata di fatto una moratoria. Inoltre, il testo fu firma da Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina, ovvero le nazioni che hanno dichiarato il possesso di testate atomiche. È noto invece che anche altri (India, Pakistan, Israele e Corea del Nord) possiedono o stanno sviluppando armi nucleari.

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