Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
Quando i giovani incontrano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite nasce la Generazione 2030. La Nuvola Lavazza di Torino ospita una tappa del festival di Asvis.
Nel 1992, Severn Suzuki, una bambina giapponese di 13 anni, rapì l’attenzione dei presenti alla conferenza Onu di Rio de Janeiro in occasione del Vertice della terra. Suzuki si fece portavoce della sua generazione dei temi ambientali e per mesi si parlò della “ragazzina che zittì il mondo per 6 minuti”. Sebbene Suzuki dicesse più o meno le stesse cose oggi riportare da Greta, quel messaggio cadde nel vuoto.
Come evitare che capiti di nuovo e cogliere invece l’invito delle nuove generazioni a un mondo più sostenibile? Di questo si è parlato durante il Festival dello sviluppo sostenibile, organizzato da Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) e ospitato alla Nuvola Lavazza di Torino, sede dell’omonimo brand di caffè celebre per la sua campagna pubblicitaria con Carmencita. Ed è proprio alla Nuvola che la “Generazione Greta” ha incontrato i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable development goals – Sdg) delle Nazioni Unite, ribattezzandosi per l’occasione “Generazione 2030”, dall’anno limite indicato dalle Nazioni Unite stesse come il termine massimo per invertire la rotta del cambiamento climatico.
L’incontro nel quartier generale di Lavazza è stato dedicato in gran parte al goal 4, cioè all’educazione allo sviluppo sostenibile: “Greta ci dimostra che la nuova generazione non è distratta e che chiede con risolutezza un cambiamento” ha detto Lorenzo Fioramonti, viceministro al Ministero dell’istruzione, che ha aperto l’evento alla Nuvola. “Che tipo di educazione stiamo dando ai nostri bambini? Che l’acqua venga dal rubinetto e il latte da una confezione? Dobbiamo riappropriarci della cultura ecologica. Per questo l’impegno del governo è quella di introdurre nell’educazione civica anche un percorso sull’educazione ambientale, di introdurre corsi universitari più trasversali e di basare il rating delle università, da cui dipende anche il loro finanziamento pubblico, anche sul criterio della sostenibilità”.
Leggi anche: I giovani di Fridays for Future Milano. “Ogni promessa che fate al Pianeta è debito”
La platea, che pullulava di ragazzi delle scuole, ha dimostrato come essi siano coinvolti non solo in qualità di destinatari delle iniziative, ma soprattutto come attivi protagonisti dei cambiamenti in atto. Non potevano allora mancare i ragazzi del Friday for Future di Torino, rappresentati da Luca Sardo e Andrea Borrello: “Che senso ha studiare per il nostro futuro se poi quel futuro rischiamo di non averlo?” ha chiesto alla platea il primo. “C’è un’indifferenza vergognosa su questo argomento. La nostra è quella di andare avanti fino a quando i governi non faranno davvero qualcosa. Abbiamo indetto il prossimo Global Strike per il 27 settembre” conclude il secondo.
Inoltre, secondo i recenti risultati di una ricerca commissionata da Fondazione Barilla e condotta da Ipsos dal titolo “I giovani, gli SDGs e il cibo”, incentrata proprio sul rapporto che c’è tra gli under 27 italiani e i 17 Sdg, sei giovani su dieci pensano che sia compito delle generazioni future – quindi quella dei loro figli – raggiungerli e che scuola e istituzioni (insieme alla famiglia) siano le realtà che dovrebbero aiutarli ad accrescere la loro consapevolezza sul tema.
Lavazza, al centro di questo appuntamento, ha valorizzato il progetto “TOward 2030 – What are you doing”, inaugurato nel 2018, che ha vestito la città di Torino con i goals dell’Agenda 2030: in particolare, attraverso la street art, Lavazza ha commissionato la realizzazione di enormi murales, uno per ciascun goal, in giro per Torino, creando un percorso diffuso e trasformando la città in un museo a cielo aperto. “Da quando Lavazza ha aderito all’Agenda 2030, abbiamo moltiplicato le iniziative che rispondono a quello che chiamiamo il ‘goal zero’, che si prefigge di comunicare in senso più ampio lo sviluppo sostenibile, a tutti e in tutte le sue sfaccettature. In questi due anni abbiamo condotto un’approfondita analisi degli impatti delle attività di Lavazza sui 17 SDGs e in tutti in nostri programmi stiamo seguendo la matrice proposta dale Nazione Unite” evidenzia Mario Cerutti, chief institutional relations & sustainability officer di Lavazza. “Questo impegno capillare è espresso pienamente nel nostro Bilancio di Sostenibilità 2018 che, infatti, abbiamo intitolato A goal in every cup e che da oggi è disponibile per tutti i nostri interlocutori, dai collaboratori a fornitori, dai partner locali e internazionali ai consumatori e a tutta la società civile”.
Ernest “Zach” Zacharevic è stato uno dei primi street artist a firmare un murales della campagna “TOward 2030”. Di nazionalità lituana, Zach è stato anche l’ideatore della campagna “Splash&Burn“, un’iniziativa promossa da artisti che attraverso la creatività incoraggia a instaurare un dialogo più ampio sull’olio di palma non sostenibile e sugli effetti nocivi che questo può generare sulle foreste dell’Asia sud-orientale e sulle relative specie naturali selvatiche, ormai in declino. Murales, sculture e installazioni artistiche sono stati realizzati nel vasto paesaggio di Sumatra affrontando tematiche quali l’inquinamento, la deforestazione e la migrazione di esseri umani e della fauna.
“Da un nostro sondaggio il 75 per cento degli intervistati ritiene che questi argomenti siano una priorità. Ma questo significa che c’è ancora un 25 per cento che li ignora” afferma Enrico Giovannini, portavoce di Asvis, durante l’incontro a Torino. “Queste persone pensano che siano i governi e le imprese a dover risolvere il problema ma c’è anche molta gente che pensa che la soluzione vada trovata insieme e a partire dai cittadini” . E l’ex-ministro del lavoro aggiunge: “Se chiedi qual è il goal più importante e urgente, le persone rispondo quello relativo all’emergenza climatica. E solo al terzultimo posto troviamo quello relativo alle abitudini di consumo: eppure io credo che solo attraverso un cambiamento radicale dei nostri modelli di consumo possiamo cambiare effettivamente le cose. Le Nazioni Unite indicano fra i primi tre goals povertà, disuguaglianza e accesso alla salute: non sono questioni puramente ambientali ma questo dimostra come tutto è connesso”.
Le imprese hanno un ruolo fondamentale in tutto questo. Lo sforzo è quindi anche quello di formare manager più attenti alla sostenibilità, anzi, come si è ripetuto più volte durante il convegno, alla “innovability”: perché la sostenibilità passa prima di tutto attraverso l’innovazione.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
Gran parte dell’Europa occidentale sta già facendo i conti con temperature che in molte città sfiorano o superano i 35 gradi.
Grazie al progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi hanno avviato un processo di decarbonizzazione. Anche per il settore agroalimentare.
L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Nata a Padova, Finapp utilizza i raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo e la neve in tempo reale, prevenendo siccità, alluvioni e sprechi.
Lo scatto di Oreste Caroppo vince Obiettivo Terra 2026 raccontando biodiversità, metamorfosi e natura nelle aree protette italiane.
Uno studio osservazionale condotto su oltre 10mila anziani ha associato la preparazione dei pasti in casa a un minor rischio di demenza, specialmente per chi è meno abile in cucina.
La nuova legge parla di “gestione” della fauna selvatica, estende la stagione venatoria e le specie cacciabili: la Ue ha già detto che non va bene.

