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Il presidente uscente degli Stati Uniti ha annunciato la creazione di due nuove riserve naturali, per proteggere aree considerate sacre dai nativi americani.
Per Barack Obama sono ormai gli ultimi giorni di presidenza, il 20 gennaio lascerà infatti la Casa Bianca a Donald Tump. Prima del passaggio di consegne Obama ha approfittato per ampliare ulteriormente le già numerose aree protette istituite durante il suo mandato, è stato infatti il presidente che ha creato il maggior numero di riserve naturali in tutta la storia degli Stati Uniti, ben 27.
Lo scorso 28 dicembre Obama ha annunciato la creazione di due nuovi monumenti nazionali (più o meno l’equivalente statunitense di un parco nazionale e che viene istituito direttamente dal presidente degli Stati Uniti d’America). Le nuove aree protette si trovano nello Utah e nel Nevada e tuteleranno un’area complessiva di 1,65 milioni di acri. La decisione di salvaguardare le due aree, a rischio di atti di saccheggio e vandalismo secondo la Casa Bianca, “servirà a proteggerne l’eredità culturale e ad assicurare alle prossime generazioni la possibilità di apprezzarne panorami e storia”, ha dichiarato Obama.
Il primo monumento nazionale, il Bears Ears National Monument, coprirà un’area di oltre 540mila ettari nella regione di Four Corners nello Utah, mentre il secondo, il Gold Butte, nel Nevada, si estenderà su circa 12mila ettari. Nelle due riserve, dall’elevato valore spirituale e simbolico per i nativi che le considerano sacre, non sarà possibile realizzare nuove miniere. Oltre che importanti per i pellerossa le due aree sono caratterizzate da una grande ricchezza archeologica e ambientale, nel Bears Ears National Monument sono presenti numerosi siti archeologici, risalenti a più di 3.500 anni fa, mentre all’interno del Gold Butte sono state rinvenute tracce di dinosauri, pitture rupestri e antichi manufatti.
La decisione non è stata accolta da tutti con entusiasmo, i repubblicani dello Utah avrebbero infatti preferito che il Bears Ears National Monument fosse destinato all’estrazione di risorse minerarie e di idrocarburi. Obama è stato accusato di aver anteposto gli interessi dei nativi a quelli delle popolazioni più povere che vivono all’interno delle nuove aree protette, che ora non potranno godere dei vantaggi legati allo sfruttamento minerario.
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