I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Dal 25 aprile al 25 maggio le aziende agricole biologiche apriranno le porte in occasione della “Primavera Bio” dedicata all’agricoltura familiare.
Famiglia e agricoltura sono legate a doppio filo da tempo immemorabile. Il ruolo delle aziende agricole condotte a livello familiare è determinante nella lotta alla fame, nel mantenimento dell’equilibrio naturale e nel raggiungimento della sovranità alimentare locale.
Le Nazioni Unite hanno decretato il 2014 Anno internazionale dell’agricoltura familiare. L’obiettivo è quello di porre l’accento sull’importanza delle aziende che si basano principalmente sui membri familiari per lavoro e gestione nella sicurezza alimentare e nella preservazione dele risorse naturali. L’agricoltura italiana non fa eccezione. Secondo un censimento Istat, infatti, circa il 99 per cento delle aziende agricole e zootecniche fa ricorso a manodopera familiare.
L’Aiab, l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, ha deciso di dedicare all’agricoltura familiare e contadina italiana l’edizione 2014 della “Primavera Bio”, la campagna nazionale annuale a favore del biologico. Dal 25 aprile al 25 maggio molte aziende agricole biologiche in tutta Italia aprono le porte a cittadini, studenti, insegnanti e tutti coloro che vorranno conoscere più da vicino il mondo dell’agricoltura biologica.
Le sedi regionali dell’Aiab, direttamente nelle fattorie e nelle aziende agricole coinvolte, promuoveranno numerose iniziative con un’unica protagonista, la coltivazione naturale e senza pesticidi. In tutte le regioni del Belpaese sarà possibile visitare fattorie, gustare alimenti biologici e partecipare a laboratori.
«L’agricoltura familiare – dice Maria Grazia Mammuccini, vicepresidente Aiab – è tuttora il modello più diffuso e più sostenibile per quanto riguarda la produzione alimentare in Europa e nel mondo. Le aziende agricole a conduzione familiare producono beni pubblici e privati, garantiscono una produzione alimentare efficiente, creano occupazione, pur conservando lo stile di vita delle comunità rurali, ma anche le risorse naturali e la biodiversità».
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di accorciare la distanza che separa la città dal territorio rurale, di eliminare tutta l’inutile sovrastruttura legata all’industria alimentare, di promuovere il diritto ad un cibo genuino, fondato sulla tipicità, sul legame con il territorio e prodotto attraverso metodi sostenibili ed ecologici.
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