Le armi da fuoco sono la prima causa di morte per i minorenni americani

Tra il 2019 e il 2020, i decessi correlati alle armi da fuoco fra gli adolescenti statunitensi sono aumentati del 30 per cento.

  • Sparatorie, colpi accidentali e suicidi con armi da fuoco rappresentano la più diffusa causa di morte fra gli adolescenti degli Stati Uniti d’America nel 2020.
  • Per oltre sessant’anni erano stati gli incidenti stradali la principale causa dei decessi di bambini e adolescenti statunitensi.
  • I ricercatori hanno stabilito che, nel 2020, più di 10mila minorenni sono morti per ferite da arma da fuoco negli Stati Uniti.

Più pericolose degli incidenti stradali e maggiormente letali rispetto all’abuso di droghe: le armi da fuoco sono diventate la prima causa di morte per le persone fino a 19 anni d’età degli Stati Uniti. Un macabro record che evidenzia i rischi rappresentati dalla diffusione di pistole e fucili fra i cittadini americani. Sono state 45.222 le persone morte per ferite da arma da fuoco nel 2020 nel paese; un numero allarmante dei decessi, 10.186 (pari al 22,5 per cento), riguardava persone di età compresa tra 1 e 19 anni. I dati arrivano da una ricerca pubblicata sulla rivista New England journal of medicine e realizzata dall’Università del Michigan. Questa è la prima volta che le armi da fuoco rappresentano la principale causa di morte per i giovani statunitensi.

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Una protesta contro le armi © Elisabetta Scuri/LifeGate

Armi da fuoco più letali degli incidenti stradali

L’anno 2020 è il periodo di tempo più recente per cui sono presenti dati sufficienti per analizzare le morti degli adolescenti americani. Gli studiosi riportano che i decessi legati alle armi da fuoco sono in aumento dal 2013; dal 2019 al 2020 c’è stato un incremento del 29,5 per cento. Per più di sessant’anni, gli incidenti automobilistici erano stati la principale causa di morte dei giovani, ma dal 2001 il numero di questi decessi è diminuito drasticamente mentre sono aumentati omicidi e suicidi con pistole o fucili.

“Questi numeri ci dicono che è un problema in peggioramento negli Stati Uniti: i dati più recenti suggeriscono che la tendenza stia effettivamente accelerando”, ha detto al quotidiano Usa today Jason Goldstick, professore associato di ricerca presso l’Università del Michigan e coautore della ricerca. “Se si guarda ad altri paesi, il rischio di violenza con armi da fuoco non è nemmeno paragonabile a quello degli Usa”.

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Di anno in anno, il numero di morti è cresciuto in maniera lenta ma costante © Joshua Lott/Getty Images

La violenza armata negli Stati Uniti

Secondo gli ultimi dati disponibili per l’Italia, al 2020 nella nostra nazione ci sarebbero circa 1,3 milioni di licenze per porto d’armi. Questa cifra posiziona l’Italia intorno al 50esimo posto nella lista riguardante il numero stimato di armi civili pro-capite per paese. Al primo posto di questa classifica vi sono gli Stati Uniti con il numero record di 393 milioni di armi presenti sul suo territorio.

Durante la pandemia di Covid-19, i cittadini americani hanno comprato ancora più armi. “Sebbene i nuovi dati siano coerenti con altre prove dell’aumento della violenza con le armi da fuoco durante la pandemia, le ragioni dell’aumento non sono chiare e non si può presumere che la mortalità correlata alle armi da fuoco tornerà successivamente ai livelli prepandemici”, hanno spiegato i ricercatori. “Indipendentemente da ciò, la crescente mortalità correlata alle armi da fuoco riflette una tendenza a lungo termine e mostra che continuiamo a non riuscire a proteggere i nostri giovani da una causa di morte prevenibile”.

Il magazine Time specifica che nel documento realizzato dal college americano non è indicata alcuna informazione riguardo i ceti e le etnie maggiormente colpite, ma altri studi mostrano che i bambini afroamericani sono in genere più esposti alla violenza armata rispetto ai giovani bianchi. La questione su come affrontare questo preoccupante incremento è un argomento su cui esperti, politici e attivisti si stanno interrogando da tempo, a maggior ragione dall’ondata di violenza iniziata con l’arrivo dell’epidemia di Covid-19.

Invertire la tendenza

Il fatto che il numero di decessi causati dagli incidenti stradali sia diminuito, potrebbe essere d’aiuto per far decrescere anche le morti dovute alle armi. “Poiché disponiamo di numerosi dati per i decessi dovuti agli incidenti stradali, abbiamo visto dei miglioramenti in queste aree – afferma Goldstick –. Se possiamo applicare le stesse strategie alle armi da fuoco, allora potrebbe essere creato un percorso da seguire per cercare di invertire questa tendenza”.

Negli Stati Uniti, infatti, i veicoli a motore sono diventati più sicuri e il numero di giovani americani le cui morti sono causate dalle automobili ha iniziato a diminuire grazie a un impegno concreto da parte di politici e comunità scientifica. Un approccio simile dovrebbe essere applicato all’educazione sui rischi delle armi da fuoco, ma la diffusione di pistole e fucili negli Stati Uniti non sembra favorire tale proposta. In questo modo le vittime aumentano, anche fra i più giovani.

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