Bambini vegetariani: è giusto lo svezzamento senza carne?

Lo svezzamento senza carne non comporta di per sé alcun rischio di carenza nutrizionale, a patto che la dieta del bambino sia sufficientemente varia ed equilibrata. Ecco qualche consiglio per lo svezzamento vegetariano.

Le proteine e i grassi sono indispensabili per la crescita armonica del bambino e in particolare per lo sviluppo del suo sistema nervoso centrale. La carne ha indubbie qualità nutritive, che però possono essere in gran parte ottenute anche con una intelligente ricorso ad altri alimenti: il piatto unico della tradizione alimentare mediterranea, a base di cereali e legumi ha, ad esempio, lo stesso valore proteico di una razione di carne, senza avere i suoi stessi inconvenienti.

Quali sono gli inconvenienti della carne nello svezzamento?

Nel caso dei bambini molto piccoli in fase di svezzamento un precoce consumo di carne porta ad un eccessivo accrescimento, e sappiamo che fra accrescimento troppo rapido e insorgenza di obesità e tumori c’è un rapporto. Al di là degli effetti futuri sulla salute, ciò può portare anche a conseguenze concrete più immediate, dovute al fatto che la struttura dentale del lattante non è adatta al consumo di carne. Inoltre la carne troppo spesso contiene sostanze nocive, come residui di farmaci somministrati all’animale durante l’allevamento (antibiotici, psicofarmaci, estrogeni, e così via) mentre non contiene fibra alimentare, a tutto svantaggio della digestione.

Frutta e verdura per lo svezzamento vegetariano del bambino
La struttura dentale del lattante non è adatta al consumo di carne © Ingimage

Come evitare carenze nello svezzamento vegetariano

L’assenza di carne nella dieta del bambino non comporta di per sé alcun rischio di carenza nutrizionale, a patto che l’alimentazione sia sufficientemente variata e includa, oltre a cereali, legumi, ortaggi, frutta e olio, tutti gli altri alimenti di origine animale (yogurt, latte, formaggio, uova, pesce). Il rischio di carenze nello svezzamento senza carne è reale solo se si escludono dalla dieta del bambino anche questi alimenti. Quindi, la vera alternativa non è fra una dieta vegetariana e un’alimentazione che comprenda la carne, ma fra l’abitudine a consumare troppa carne e un modo di alimentarsi più equilibrato e variato, ricco di prodotti vegetali.

Bambino che mangia frutta
L’assenza di carne nella dieta del bambino non comporta alcun rischio di carenza nutrizionale, a patto che l’alimentazione sia sufficientemente variata e includa, oltre a cereali, legumi, ortaggi, frutta e olio, tutti gli altri alimenti di origine animale © Ingimage

Il consiglio

In conclusione, il consiglio è: niente carne fino a che la dentizione non è completa; quando il bambino è ormai cresciuto, limitazione della carne a due volte la settimana, pesce di mare due-tre volte. Per il resto dare la preferenza agli alimenti di origine vegetale consumando i legumi almeno quattro volte la settimana insieme ai cereali nel piatto unico.

Libri per approfondire lo svezzamento vegetariano

Anche il mondo dell’editoria si è adeguato alla crescente diffusione di vegetariani e vegani, offrendo un ampio campionario di libri che offrono preziosi consigli per approfondire l’argomento. In tema di svezzamento vegetariano uno dei più noti è Figli vegetariani di Luciano Proietti, medico pediatra, vegetariano e padre di tre figli. Il libro analizza con obiettività pro e contro della dieta vegetariana, sostenendo che la dieta latto-vegetariana “nei primi 2-3 anni di vita dovrebbe essere l’alimentazione raccomandata essendo la più fisiologica e quindi la più salutare”.

Giulia Fulghesu, psicologa e dietista
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