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Dopo l’Unione europea, anche il Canada annuncia la messa al bando della plastica monouso. Il divieto sarà applicato a partire dal 2021.
Sono sempre di più le nazioni che stanno dimostrando di prendere coscienza degli enormi problemi generati dalla plastica. In particolare quella usa e getta. L’ultimo paese in ordine di tempo ad aver annunciato l’imminente introduzione di un divieto di commercializzazione di numerosi prodotti monouso è il Canada.
Il 10 giugno, il primo ministro Justin Trudeau ha definito l’inquinamento provocato dalla plastica “una catastrofe mondiale”. E ha per questo annunciato la volontà di pubblicare una lista di prodotti – che sarà stilata assieme ad un panel di scienziati – il cui uso sarà vietato di qui al 2021.
Canada to ban single-use plastics by 2021 https://t.co/NkGEkOniev
— The Independent (@Independent) 10 giugno 2019
“Siamo genitori – ha spiegato il politico canadese -. Portiamo i nostri figli al mare e ci ritroviamo costretti a cercare angoli di spiaggia che non siano stracolmi di bottiglie, cannucce e polistirolo. Onestamente faccio fatica, come padre, a spiegare ai miei figli che delle balene sono morte e che i loro stomaci sono stati trovati pieni di plastica”.
In un comunicato, lo stesso primo ministro ha ricordato poi che, ogni anno, un milione di uccelli e oltre 100mila mammiferi marini in tutto il mondo si feriscono o muoiono a causa dei rifiuti in plastica. Spesso, poi, li scambiano per cibo. Senza dimenticare che la degradazione del materiale provocata dall’acqua lo scompone in microparticelle che vengono inevitabilmente ingoiate dalla fauna, entrando così nella catena alimentare. E arrivando fino agli esseri umani.
La scelta del Canada segue di pochi giorni quella, analoga, dell’Unione europea. Il 27 marzo, infatti, il Parlamento europeo ha votato a favore del divieto di vendere alcuni oggetti di plastica monouso, anche in questo caso entro il 2021. La decisione è stata quindi confermata dal Consiglio dei ministri dell’Unione europea alla fine dello scorso mese di maggio. Nel Vecchio Continente, resteranno così autorizzati solo i prodotti in plastica biodegradabile a base di “polimeri naturali che non sono stati modificati chimicamente”.
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Inoltre, lo stesso Canada – assieme ad altre nazioni come Francia, Germania e Italia – aveva sottoscritto un anno fa, nel corso di un G7 nel Quebec, una Carta contro l’inquinamento degli oceani. Il testo impegna gli stati a raggiungere il 100 per cento di plastica riciclabile, riutilizzabile o recuperabile entro il 2030. Gli Stati Uniti e il Giappone, però, si astennero. Inoltre, associazioni come Greenpeace hanno sottolineato come il documento, oltre a non essere vincolante, non sia sufficientemente stringente.
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