Canada. Rimasti senza lavoro, passano dalle sabbie bituminose alle rinnovabili

Un gruppo di lavoratori canadesi ha chiesto di essere riqualificati nel settore delle energie rinnovabili.

Che il Canada sia in un momento di transizione del settore energetico lo si è appreso dalla recente notizia di voler riconvertire una delle più grandi (e vecchie) centrali a carbone in un parco solare. Ma ci sono anche altri segnali che arrivano da oltre oceano.

 

sabbie bituminose
Una conduttura dell’acqua per l’estrazione delle sabbie bituminose. © Ian Willms / Getty

 

Uno tra questi è la recente nascita di un’associazione di lavoratori del settore delle sabbie bituminose – chiamata Iron and Earth, con base a Edmonton capitale dell’Alberta -, nata per aiutare i colleghi rimasti senza lavoro ad essere riqualificati in altri settori lavorativi, in particolare in quello delle rinnovabili.

 

 

Secondo quanto riporta la testa CbcNews, il gruppo avrebbe chiesto al governo di impegnarsi nell’installazione di un centinaio di nuovi impianti fotovoltaici su altrettanti edifici pubblici e di formare gli ex colleghi per diventare installatori.

 

Riconversione del lavoro. Dalle sabbie bituminose al solare

 

Abbiamo le competenze per costruire l’infrastruttura ad energia rinnovabile di cui il Canada ha bisogno per soddisfare gli obiettivi climatici”, ha detto il direttore esecutivo Lliam Hildebrand. “Tutto ciò potrebbe aprire una quantità enorme di opportunità, se saremo in grado di iniziare a diversificare la nostra rete energetica e ci garantirà di essere meno vulnerabili alle fluttuazioni dei prezzi”.

 

Ciò che più importante è che il ministro dell’Ambiente Shannon Phillips ha dichiarato di voler incontrare i rappresentanti dell’Iron and Earth: “Sappiamo che nella transizione dal carbone a nuove fonti energetiche più pulite ci saranno nuove opportunità lavorative in un’economia energetica più diversificata”.

 

Riconversione e transizione quindi,  anche nel mondo lavorativo. Con un adeguato percorso di formazione e di protezione dei lavoratori, che ridiventano risorse. Ed eccola la ricetta: il lavoro non si perde, lo si rinnova. Solo che diventa un green job, quello del futuro.

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