Unipol per il clima

I governi di tutto il mondo hanno dimenticato gli oceani negli impegni per ridurre la CO2

Un’analisi degli impegni ufficiali per il clima indica che soltanto poche nazioni al mondo hanno incluso iniziative che riguardano gli oceani.

Gli oceani coprono il 71 per cento della superficie della Terra. Rappresentano il principale elemento di regolazione del clima mondiale. Forniscono, su scala globale, il 50 per cento dell’ossigeno che respiriamo, assorbono il 90 per cento del calore in eccesso del Pianeta e circa il 30 per cento delle emissioni di CO2 dovute alle attività umane. Il loro ruolo nella lotta ai cambiamenti climatici è dunque cruciale. Tuttavia, i governi di tutto il mondo non sembrano essersene resi conto in modo sufficiente.

“Degli oceani si sono occupati quasi solo i piccoli stati insulari”

Uno studio intitolato “Impegni per l’oceano nell’Accordo di Parigi”, citato dal quotidiano francese Le Monde, ha misurato in che modo gli oceani siano stati presi in considerazione all’interno delle Indc (Intendend Nationally Determined Contributions), ovvero le promesse avanzate dai governi di tutto il mondo prima della Cop 21 del 2015 al fine di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. I risultati mostrano che ad occuparsi della questione sono stati quasi unicamente i piccoli stati insulari e quelli che presentano un tasso particolarmente elevato di popolazione che vive in prossimità delle coste.

“Tonga, ad esempio – prosegue il quotidiano transalpino – propone tra le misure di attenuazione il raddoppio del numero di aree marine protette sul proprio territorio. Gibuti vuole installare delle turbine per sfruttare l’energia delle maree. Altri stati propongono la reintroduzione e conservazione delle mangrovie o iniziative di adattamento delle coste o di gestione dell’inquinamento”. Al contrario, numerose nazioni sviluppate, come gli Stati Uniti e i paesi membri dell’Unione europea, non hanno incluso il tema all’interno dei propri Indc. Neppure l’Australia lo ha fatto, nonostante il riscaldamento delle acque e l’acidificazione degli oceani stiano via via compromettendo la Grande barriera corallina, a causa del fenomeno dello sbiancamento.

Alla Cop 23 di Bonn una Giornata d’azione per gli oceani

“Gli oceani e gli ecosistemi che essi ospitano – ha commentato ancora Le Monde – sono dunque una componente fondamentale del sistema climatico. E sono in pericolo a causa delle attività umane. In questo senso, non includerli negli impegni assunti dagli stati è sintomo di una mancanza di comprensione politica dell’ambiente globale nel quale viviamo”.

Proprio al fine di sensibilizzare sull’importanza della tutela dei sistemi marini, alla Cop 23 è stata co-organizzata, da (tra gli altri) Unesco, Fao e Global Ocean Forum, una Giornata d’azione per gli oceani. Nove sessioni di lavoro hanno consentito di affrontare tutti gli aspetti della questione: dalla pesca alle energie rinnovabili, dalle migrazioni che diventeranno realtà per alcune popolazioni che vivono nelle zone costiere al problema dei finanziamenti per i progetti di salvaguardia dei mari. Occorrerà ora verificare se negli aggiornamenti degli Indc che verranno effettuati nel corso del 2018 il tema verrà preso maggiormente in considerazione.

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