Di professione salvo le api. Il racconto di un ‘acchiappa-sciame’

Se c’è un alveare dove non dovrebbe esserci, se le api si stabiliscono in pieno centro città, in un giardino, in una situazione di pericolo (per se stesse o per gli altri), non avvelenatele. Si possono far traslocare, senza danno per nessuno. Questo è il racconto di Marco Zucchetti.

Quando intorno a noi, nel giardino di casa, in strada o in un luogo pubblico, cominciano a ronzare le api, tante, troppe, può voler dire che un’ape regina ha deciso di stabilirsi lì.

Tutti amiamo le api. Sappiamo che le popolazioni degli insetti impollinatori sono in declino, afflitti da anni da una serie di sofferenze per inquinamento, pesticidi neonicotinoidi, cementificazioni varie. Sappiamo che dobbiamo difenderle, sappiamo che gli apicoltori hanno svolto il ruolo di sentinelle ecologiche.

Certo, però, che ci sono dei momenti in cui le api decidono di accasarsi, nidificando dove sarebbe meglio di no.

Loro che ne sanno? L’ape regina si stabilisce lì, nasce un alveare, una miriade di api comincia a ronzare tutt’intorno per bottinare. Se questo accade in una piazza pubblica, o nel giardino condominiale, ciò potrebbe causare qualche fastidio, essere un pericolo per altri animali o suscitare le ire di condomini, di passanti, di persone che potrebbero meditare di far loro del male.

Questo è il periodo: gli imenotteri aculeati (api, vespe e calabroni) sono animali sociali e annuali, vivono in comunità e solo per una stagione. Nidificano in tarda primavera ma il massimo sviluppo di favi e sciami è in piena estate.

Trasloco di alveari: rivolgiamoci agli apicoltori

Sconsigliatissime le soluzioni fai da te e l’uso di veleni. Giustissimo valutare di rivolgersi ai Vigili del fuoco o agli apicoltori. Ecco chi salva le api. Persone capaci di intervenire nel rispetto di questi esserini (e delle norme): così scendono in campo anche nuove squadre di acchiappasciami formate da apicoltori specializzati, sia che si tratti di contesti urbani, sia – come in questo caso raccontato in prima persona da Marco Zucchetti – in un giardino di casa.

“Forse ho delle api in giardino. Possiamo verificare?”

Primi di agosto, afa e caldo torrido. Mi chiama un signore gentile per dirmi che ha il sospetto di avere delle api in giardino.  Mi dice “È da un paio di mesi che ho l’impressione che ci siano delle api nel mio giardino.  Può venire a dare un’occhiata?”

Mi strappa la promessa di una visita.

Mi presento il sabato un po’ titubante, il periodo della sciamatura è finito e spesso vengono confuse vespe per api.

Sbircio in giro, la situazione è assolutamente tranquilla, poi lo sguardo mi cade su una pianta di melo in un angolo in fondo al guardino dove c’è un pò di movimento e gli chiedo  “da quanto non si avvicina al melo?”. “Non lo guardo neanche, raccolgo solo le mele quando sono mature” mi risponde.

Ci avviciniamo e fra i rami, all’interno, vicino al tronco, c’è una macchia scura con qualche ape che svolazza tranquilla intorno. Lì, ben nascosto, c’è un gigantesco alveare naturale. Bello, ordinato, proprio come nei documentari! Con diversi favi costruiti e con le mele che ci spuntano intorno!

“E adesso cosa facciamo?” Mi chiede il proprietario del melo fra il sorpreso e l’incredulo. Non mi lascerà li quel coso?

Sono tornato, attrezzato di tutto punto. È stata necessaria qualche ora di lavoro per potare molto accuratamente i rami, senza creare agitazione. L’alveare si è reso così visibile nella sua bellezza.  Ho potuto recuperarlo intatto, ancora attaccato al ramo, perfino con le mele!  Probabilmente era nascosto li, tranquillo, tranquillo, da un paio di mesi, senza dar fastidio a nessuno.

Era alto più di 50 centimetri e non ci stava neanche in un’arnia senza metterci sopra un melario. La natura fa delle cose spettacolari ho pensato!

L’ho lasciato lì qualche ora, dopo averlo staccato dalla pianta, per far entrare anche le altre api in giro a bottinare. L’ultima cosa che volevo fare era non far trovare più la casa  alle  api in giro a caccia del poco nettare di agosto.

La notte, con calma, piano piano, ho fatto il… trasporto eccezionale.

Il proprietario è contento per non avere più degli ospiti non previsti. Le api sono sane e salve.

Ora lo sciame è al sicuro, dove non disturba nessuno, semplicemente protetto all’esterno da un’arnia. Proverò a tenerlo semplicemente così, come si faceva una volta, vedremo cosa succede.

Ecco le foto di questa storia.

Le api di questo alveare sono state adottate da Bee my Future, il progetto ambientale LifeGate di tutela delle api in contesti urbani che si avvale di una rete di esperti apicoltori hobbisti iscritti all’associazione partner, Apam. Gli alveari sono localizzati in un contesto urbano, all’interno della provincia milanese: in questo modo si può dimostrare che è possibile allevare e tutelare le api anche in zone limitrofe alle città, senza la necessità di ricorrere a sostanze di sintesi per la cura delle api e quindi attenendosi ai principi dell’allevamento biologico.

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