Il giusto prezzo tiene conto dei costi di produzione ma anche dei servizi sistemici con cui gli agricoltori bio si prendono cura della salute delle persone e del Pianeta.
L’aderenza alla dieta mediterranea è stata associata dai ricercatori a una salute cerebrale ottimale, con una migliore integrità della sostanza bianca, riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo.
Non è solo benefica per la salute cardiovascolare: la dieta mediterranea fa bene anche al cervello. A suggerirlo sono i risultati preliminari di uno studio statunitense presentati nella conferenza internazionale dall’American Heart Association a Los Angeles lo scorso 5 febbraio.
Secondo quanto osservato dai ricercatori, l’aderenza alla dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, olio d’oliva extravergine, frutta a guscio, semi, e legumi, è stata associata a una migliore condizione del cervello.
L’indagine sull’invecchiamento neurocognitivo ha coinvolto 2.800 ispanici e latino americani tra i 18 e i 74 anni, uomini e donne, e la ricerca si è basata su tecniche specializzate di risonanza magnetica cerebrale.
L’aderenza al modello alimentare è stata misurata con un punteggio tra 0 e 9 per ogni partecipante, con punteggi più alti a indicare una maggiore aderenza. Dopo aver considerato altri fattori che potrebbero influenzare la salute del cervello, l’analisi ha rilevato che per ogni punto di aumento del punteggio della dieta mediterranea c’era un miglioramento nell’integrità della sostanza bianca (organizzazione e comunicazione all’interno del cervello) e c’erano meno danni strutturali nel cervello, marcatori di malattia cerebrale dei piccoli vasi.
“Lo studio suggerisce che le diete sane, e in particolare la dieta mediterranea, migliorano l’integrità della sostanza bianca riducendo l’infiammazione e lo stress ossidativo e mantenendo la funzione dei vasi sanguigni del cervello e livelli stabili di zucchero nel sangue, tutti fattori importanti per una salute cerebrale ottimale”, ha affermato Gabriela Trifan, professoressa associata di neurologia all’Università dell’Illinois di Chicago e prima autrice della ricerca.
I ricercatori hanno notato che l’impatto positivo della dieta mediterranea sulla salute del cervello non è interamente influenzato da fattori di rischio cardiovascolare come pressione sanguigna, livelli di colesterolo e glicemia, né da fattori di rischio comportamentali come fumo e attività fisica, tutti noti per influenzare la salute del cervello.
Lo studio presentato è un abstract di ricerca che non è ancora stato sottoposto a revisione paritaria e i risultati sono considerati preliminari fino alla pubblicazione come testo completo in una rivista scientifica.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il giusto prezzo tiene conto dei costi di produzione ma anche dei servizi sistemici con cui gli agricoltori bio si prendono cura della salute delle persone e del Pianeta.
Sottoscritta da oltre 30 organizzazioni, la petizione punta all’obbligo per i supermercati francesi di rendere accessibili a tutti gli alimenti più sani, vendendoli a prezzo di costo.
Una revisione della piramide mediterranea introduce il concetto di cronotipo e le indicazioni per allineare il proprio orologio biologico alla dieta mediterranea potenziandone gli effetti benefici per il metabolismo.
Ospiti del podcast, il campione di trail running Francesco Puppi e la medica esperta in nutrizione Michela Speciani, che hanno parlato di sport e carboidrati.
Il ministero della Salute ha autorizzato temporaneamente l’utilizzo del Dormex nelle coltivazioni di kiwi del Sud. La sostanza è vietata in Italia dal 2008, per la sua tossicità.
Un progetto sul pomodoro da industria raccoglie i primi risultati dopo due anni di sperimentazione sul campo: con l’agroecologia migliora la qualità e l’efficienza produttiva.
Il nuovo rapporto mondiale sul biologico riporta vendite in crescita a fronte di un’estensione stabile delle superfici agricole. La presidente di Federbio sottolinea la necessità di portare avanti la transizione.
I cibi ultra-processati condividono più caratteristiche con le sigarette che con frutta e verdura: secondo i ricercatori, regolamentarli come il tabacco ridurrebbe i rischi per la salute pubblica.
La ong Pan Europe denuncia la presenza di più residui di pesticidi sull’85 per cento delle mele convenzionali europee analizzate.


