Beyond Zero

Estate, 5 feste da non perdere

Cinque feste da non perdere per scoprire le tradizioni dell’Italia (e della vicina Francia). Il viaggio si riempie di fiori e luci, sacro e profano, vino e musica per una vacanza di scoperta

Complice il bel tempo e un po’ più di tempo per noi, l’estate è il momento per eccellenza del viaggio, delle feste e delle vacanze. Si parte inseguendo una meta o andando dove ci porta il caso, scegliendo fermate precise o improvvisando le soste. Le strade riservano momenti, sorprese, emozioni perché c’è sempre un motivo, d’estate, per uscire di casa. Una festa, un manifestazione, un rito che si compie da secoli, per divertirsi, per tornare indietro nel tempo o solamente per stare insieme: questi appuntamenti ci portano da nord a sud della Penisola (e anche oltre) in luoghi meravigliosi da preservare anche scegliendo di compiere il percorso in modo sostenibile. Lo spettacolo ci aspetta.

 

Note in quota con i Suoni delle Dolomiti

Dolomiti - Val di Fassa

 

Ormai in Trentino non c’è estate senza I Suoni delle Dolomiti, un festival che porta la raffinatezza della musica classica, jazz e d’autore in alta quota. Con performance e concerti tra le vette più belle del mondo, sono tanti gli artisti che si susseguiranno in Val di Fassa fino al 28 agosto: tra questi Nina Zilli, Paolo Fresu, Niccolò Fabi. Per raggiungere la montagna gli organizzatori suggeriscono la mobilità sostenibile così da rispettare al massimo il territorio poi, una volta giunti a valle, il luogo del concerto si raggiunge camminando, alle prime luci dell’alba o sotto il sole di mezzodì.

 

Calici di stelle, brindisi a naso in su

stelle cadenti

 

Il 10 agosto ricorre la notte di san Lorenzo e allora quale momento migliore per alzare gli occhi al cielo e insieme sollevare anche un buon bicchiere di vino. In tutte le piazze e le cantine, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, che aderiscono all’iniziativa Calici di Stelle (promossa dal Movimento Turismo Vino) si brinda e si parla di produzione e consumo sostenibile. Le degustazioni sono accompagnate da spettacoli, momenti d’arte e di design, tutto sotto un cielo che non smette di regalare stelle alla Terra.

 

Provenza in festa per la lavanda

lavanda provenza

 

L’estate è il periodo della lavanda in Provenza: se a giugno si assiste alla fioritura, luglio e agosto sono i mesi in cui, dopo aver ammirato la bellezza dei campi in fiore, si festeggia la fine del raccolto. Ci sono eventi in numerose cittadine francesi, ma una delle mete più più celebri è quella di Valensole: durante la giornata di festeggiamenti, che cade la terza domenica di luglio (quest’anno dunque il 19) è possibile visitare i campi e le distillerie, comprare prodotti a base di lavanda tra i banchi dei mercatini e persino sorvolare le coltivazioni in elicottero.

 

Una notte e mille candele

candele vallerano

 

In un paesino di poco più di 2.000 abitanti immerso nella Tuscia, Vallerano, ogni estate avviene una piccola magia. Una sera di fine agosto (quest’anno sarà il 29) le illuminazioni artificiali di strade, case e negozi vengono spente per lasciare brillare il centro storico solo della luce di centinaia e centinaia di candele. Ogni edizione il loro numero aumenta e per la prossima ne sono state promesse ben 100.000 che andranno a comporre disegni sul pavimento della piazza, a decorare balconi, finestre e scalinate, mentre tutt’intorno si svolgono concerti e intrattenimenti musicali.

 

Corsa degli scalzi, tradizioni sarde

corsa_scalzi_cabras

 

Appuntamento in Sardegna, a Cabras, il primo weekend di settembre quando si celebra la festa di San Salvatore. È questo il giorno in cui potrete assistere a uno dei momenti più scenografici e suggestivi legati alla tradizione religiosa che si possono vedere in Italia: decine e decine di uomini, ragazzi e bambini del vicino villaggio di San Salvatore di Sinis percorrono sette chilometri di corsa fino a Cabras, vestiti solo con un saio bianco e scalzi. Tra il sudore e la polvere inneggiano il nome del Santo. Un’insolita processione (i protagonisti vengono chiamati “curridoris”) per portare il simulacro da San Salvatore a Cabras, così come vuole la tradizione che narra del salvataggio della statua da parte dei fedeli durante un attacco di saraceni.

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