I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Le immagini satellitari mostrano che anche in Africa, come in Amazzonia, le foreste bruciano. Le cause sono tuttavia diverse.
L’Amazzonia non è la sola a bruciare. Una serie di immagini circolano infatti su internet, a partire da una mappa satellitare della Nasa, che mostra come l’intera fascia centrale dell’Africa sia colpito da una miriade di incendi. Dall’oceano Atlantico a quello Indiano, l’intera porzione centrale del continente è in fiamme, al livello del Gabon e dell’Angola.
The Amazon is burning – and so are parts of Africa.
NASA satellite images suggest 70% of the world’s most active fires are in Africa. pic.twitter.com/wuyTqyyXFP
— Al Jazeera English (@AJEnglish) August 27, 2019
Anche da quello che viene definito il “secondo polmone verde della Terra”, dunque, arrivano notizie inquietanti. Basti pensare all’apporto a livello mondiale che viene fornito dalla foresta del bacino del fiume Congo, che copre una superficie di circa due milioni di chilometri quadrati abbracciando numerose nazioni E assorbendo tonnellate e tonnellate di CO2, esattamente come nel caso dell’Amazzonia.
Tra ciò che accade in Africa e i roghi dell’America Latina ci sono tuttavia grandi differenze. Soprattutto per quanto riguarda le cause. Non a caso il governo dell’Angola si è lamentato in un comunicato ufficiale dei paragoni “azzardati” tra le due situazioni, “che possono trasformarsi in disinformazione”.
Il ministero dell’Ambiente della nazione africana ha spiegato infatti che “in quest’epoca dell’anno, in numerose regioni del nostro paese si determinano incendi provocati dagli agricoltori al fine di preparare le terre. Ciò in ragione della vicinanza della stagione delle piogge”.
Una spiegazione confermata anche da Tosi Mpanu Mpanu, negoziatore climatico presso i consessi internazionali per conto della Repubblica Democratica del Congo: “La foresta brucia anche in Africa, ma non per le stesse ragioni. In Amazzonia, si tratta di roghi alimentati dalla siccità e dai cambiamenti climatici. In Africa centrale, si tratta di tecniche agricole”.
Figures. NASA Images Shows More Fires in Africa Than Brazil — Global Elites Silent https://t.co/Hg5f9YJvpB via @gatewaypundit
— Jim Hoft (@gatewaypundit) August 27, 2019
Queste ultime, d’altra parte, nel continente sono decisamente diverse rispetto quelle sudamericane. Basati spesso su pratiche millenarie e artigianali, i metodi di sfruttamento della terra sono agli antipodi (in tutti i sensi) rispetto alle colture intensive del Brasile.
Quali che siano le ragioni, ciò non toglie che i roghi contribuiscano di fatto alla deforestazione. Secondo il presidente congolese Felix Tshisekedi, “al ritmo attuale, tenuto conto della crescita della popolazione, le nostre foreste potrebbero scomparire di qui al 2100”. Anche a causa dello sfruttamento delle risorse naturali, in particolare minerarie e petrolifere. Per questo, Greenpeace ha ammonito: “Sul lungo termine i governi dovranno porre fine a tutte le attività industriali all’interno della seconda più grande foresta tropicale del mondo”.
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