Cos’è successo nel secondo giorno di guerra in Ucraina

Il secondo giorno di guerra in Ucraina ha visto bombardamenti e scontri di terreno a Kiev e nelle altre città dell’Est. I rifugiati sono già 50mila, dice l’Onu.

  • Nel secondo giorno di guerra in Ucraina il presidente russo Putin ha chiesto ai soldati ucraini di rovesciare il governo di Zelensky per negoziare con loro.
  • Kiev si prepara alla battaglia, le autorità ucraine hanno chiesto aiuto alla popolazione e a volontari internazionali per fermare i russi.
  • Il Consiglio Ue ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni, l’Italia è stata accusata di aver fatto ostruzionismo.

Il 25 febbraio di guerra in Ucraina a Kiev è iniziato allo stesso modo del giorno precedente: sotto le bombe russe. Quando ancora non era sorto il sole, il cielo della capitale dell’Ucraina è stato illuminato dai raid di Mosca e dai razzi abbattuti dalla contraerea. Con il passare delle ore la guerra in Ucraina si è spostata sul terreno, visto che le truppe russe sono arrivate fino a Obolon, sobborgo della capitale. La battaglia di Kiev sembra imminente visto che il presidente Vladimir Putin ha chiesto di “rimuovere il presidente Zelensky”, mentre anche nelle altre città del paese, soprattutto a est, proseguono i combattimenti e i bombardamenti.

Fonti di intelligence britanniche hanno intanto dichiarato che l’operazione russa starebbe andando a rilento rispetto ai piani e anche i morti, nell’ordine delle centinaia tra le forze di Mosca secondo quanto riferiscono fonti ucraine, lo confermerebbero. Intanto la comunità internazionale continua a lavorare, tra pacchetti di sanzioni e tentativi di risolvere il conflitto per vie diplomatiche.

Il secondo giorno di guerra in Ucraina

“Questa potrebbe essere l’ultima volta che mi vedete vivo”, ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, nelle prime ore della giornata collegato in videoconferenza con i leader europei. Sarebbe lui l’obiettivo numero uno di Mosca, mentre la sua famiglia l’obiettivo numero due, motivo per cui si trovano tutti nascosti in una località segreta della capitale Kiev.

La Russia ha smentito però di voler uccidere il presidente e ha detto di riconoscerlo tuttora come presidente dell’Ucraina, salvo poi nel corso del pomeriggio ordinare alle forze militari russi di prendere il potere a Kiev e destituire Zelensky.

La giornata del 25 febbraio ha visto diversi bombardamenti sulla capitale e in altre città come Mariupol, dove nel tardo pomeriggio è partito anche un massiccio attacco anfibio, e Kharkiv. Quest’ultima per ora sta resistendo, mentre Konotop dopo un lungo assedio sarebbe stata presa dai russi. A Kiev sono stati colpiti anche edifici residenziali, tanto  che il ministro degli Esteri Prystajko ha sottolineato che “l’ultima volta che la nostra capitale aveva visto una cosa del genere era stato nel 1941, quando era stata aggredita dalla Germania nazista“, mentre la Corte penale internazionale ha paventato una possibile indagine per crimini di guerra. Le bombe sono cadute anche su obiettivi non sensibili nel resto del paese, come nell’area di Donetsk, dove sono stati colpiti scuole e ospedali. E con il passare delle ore i mezzi militari russi si sono avvicinati al centro di Kiev, con scambi di artiglieria che sono stati registrati fino al quartiere governativo e che non lasciano presagire nulla di buono. 

L’esercito ucraino ha fatto saltare alcuni ponti che danno accesso al centro della capitale, così da rallentare l’avanzata dei corazzati russi. La Guardia nazionale ucraina ha pubblicato su Twitter le istruzioni per realizzare ordigni molotov, dopo che il ministero della Difesa ha chiesto ai residenti di Kiev di dare una mano nell’ostacolare l’offensiva russa anche con questi mezzi di fortuna. E il governo ha approvato la legge marziale, che tra le altre cose vieta agli uomini tra i 18 e i 60 anni di lasciare il paese e stabilisce la mobilitazione militare generale. Il presidente Zelensky, in un discorso tenuto alla nazione in tarda mattinata, ha invitato volontari internazionali con esperienze belliche a unirsi all’esercito ucraino.

A Chernobyl intanto dopo gli scontri di ieri e la conquista russa dell’impianto nucleare è stato registrato un picco nel livello delle radiazioni, conseguenza probabilmente del danneggiamento di un deposito di scorie. Secondo fonti ucraine la Russia già nel corso del primo giorno avrebbe perso almeno 800 soldati tra combattimenti di terra e velivoli abbattuti e tanto gli Stati Uniti quanto la Gran Bretagna hanno dichiarato che per Mosca l’operazione militare si sta sviluppando con più difficoltà del previsto rispetto ai programmi carpiti dalle rispettive intelligence. Il bilancio delle perdite ucraine è invece nell’ordine delle centinaia ma difficilmente quantificabile in quanto comprende anche diversi civili.

Nella giornata si sono poi rincorse dichiarazioni reciproche da parte russa e ucraina di essere pronti a nuovi negoziati, sebbene poi Putin abbia dichiarato che questo non implicherebbe la sospensione delle operazioni militari nel paese.

Come si è mossa la comunità internazionale

“Siamo lasciati soli a difendere il nostro stato”, ha dichiarato nella notte il presidente ucraino Zelensky, che ha poi invocato al più presto sanzioni da parte della comunità internazionale contro la Russia. I 27 paesi riuniti nell’ambito del Consiglio europeo hanno approvato in giornata una nuovo pacchetto di misure contro Mosca, volte a “frenare la capacità di modernizzazione del paese e bloccare l’accesso delle banche russe ai mercati finanziari europei”. Inoltre saranno congelati i beni del presidente Putin e del ministro degli Esteri Lavrov.

La Russia è stata poi già estromessa dal concorso canoro Eurovision 2022, è stato cancellato il Gran premio di Formula 1 di Sochi mentre la finale di Champions league è stata spostata da San Pietroburgo a Parigi.

L’ex presidente dell’organo, Donald Tusk, ha denunciato però che quelle che colpiranno i conti delle personalità russe e il commercio aeronautico e tecnologico con Mosca sono roba di poco conto e che l’ostruzionismo di paesi come l’Italia, che per esempio ha insistito perché venisse salvaguardato il settore del lusso, non ha permesso interventi più decisivi. In giornata ha parlato anche il premier Mario Draghi, che ha definito quelli in corso “momenti terribili e ci riportano ai giorni più bui della storia europea”. Poi si è soffermato sulla questione energetica, dicendo che è probabile si debbano rivedere i piani e tornare temporaneamente a puntare sul carbone. La Cina si è schierata invece contro le sanzioni alla Russia e continua a non prendere una posizione netta sul conflitto in Ucraina, per quanto oggi abbia chiesto in modo generico “il rispetto della sovranità nazionale e della Carta dell’Onu”. E tanto dagli Stati Uniti quanto dall’Unione Europea è arrivata la richiesta unanime a Pechino di sfruttare i suoi buoni rapporti con il governo russo per convincerlo a mettere fine alla guerra in Ucraina.

Oggi è stato anche il giorno dell’incontro dei membri della Nato. “Condanniamo nei termini più forti possibili l’aggressione russa all’Ucraina”, ha dichiarato il segretario generale Jens Stoltenberg. Per ora non si hanno notizie su imminenti interventi militari da parte dell’Alleanza atlantica, che ha però detto che la Russia “pagherà a caro prezzo” la sua aggressione. E intanto si gonfia l’emergenza umanitaria: in due giorni di conflitto sono oltre 50mila le persone che sono fuggite dal paese, secondo le rilevazioni delle Nazioni Unite.

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