A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Col 2016 inizia il secondo quinquennio di Heineken Italia dedicato alla sostenibilità aziendale. Brewing a Better World, così il piano di sostenibilità del gruppo, presenta così i primi risultati. Riduzione della metà delle emissioni di CO2 dai livelli del 2010, riduzione di un terzo dei consumi idrici nei birrifici e, in particolare in Italia, utilizzo
Col 2016 inizia il secondo quinquennio di Heineken Italia dedicato alla sostenibilità aziendale. Brewing a Better World, così il piano di sostenibilità del gruppo, presenta così i primi risultati. Riduzione della metà delle emissioni di CO2 dai livelli del 2010, riduzione di un terzo dei consumi idrici nei birrifici e, in particolare in Italia, utilizzo del 100 per cento di energia rinnovabile certificata.
“Utilizzare le risorse in modo sempre più efficiente e responsabile, ottimizzando i processi legati alla produzione e distribuzione della birra è per noi fondamentale”, ha dichiarato Soren Hagh, amministratore delegato Heineken Italia. “L’attenzione alle energie rinnovabili, in particolare, riveste un ruolo strategico e ha portato l’Italia a essere un caso di eccellenza all’interno del Gruppo e alla produzione di una birra fatta interamente con energia solare”.
Per un’azienda che ha nel proprio business due dei settori industriali più importanti – acqua e agricoltura -, risulta chiara la necessità di una continua ottimizzazione nell’uso delle risorse e di un approvvigionamento sostenibile.
Nel rapporto si legge infatti che per quanto riguarda l’Italia, il 34 per cento del malto d’orzo proviene da filiera corta, mentre il 100 per cento del gritz di mais viene macinato nel Paese. Anche in Africa, dove Heineken ha i suoi stabilimenti, il gruppo si è impegnato ad acquistare prodotti coltivati e lavorati nel continente.
Da sottolineare la scelta di puntare sull’intermodalità per la logistica. Dai dati forniti, l’88 per cento delle merci si è mosso via treno o via nave, nel tragitto tra birrifici e tra depositi e birrifici.
Nel 2012 il gruppo ha investito nel fotovoltaico installando 8.136 pannelli solari sui tetti dei birrifici di Comun Nuovo e di Massafra: i due impianti producono complessivamente 2,5 MW di energia rinnovabile. Oggi Heienken è in grado di produrre interamente, in diversi Paesi del mondo, 4 birre grazie all’impiego di energia fotovoltaica. L’italiana Birra Moretti, con Birra Moretti Baffo d’Oro, l’olandese Wieckse Witte, l’austriaca Gösser e alla Tiger di Singapore. Globalmente il 23 per cento è coperto da energie rinnovabili. Gli obiettivi al 2020 del gruppo sono di ridurre le emissioni del processo produttivo del 40 per cento.
“Abbiamo adottato un approccio strutturato al tema della Sostenibilità che ha cambiato il nostro modo di pensare, diventando parte integrante della cultura aziendale e del nostro modo di fare business”, ha dichiarato Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali di Heineken Italia. “Produrre birra di qualità, salvaguardando l’ambiente, ricercando materie prime locali, con un’elevata attenzione per la sicurezza e il bere responsabile”.
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