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Grazie soprattutto alle forti piogge e all’energia geotermica il Paese centroamericano ha impiegato per oltre due mesi solo energia pulita.
Rinunciare ai combustibili fossili e utilizzare le risorse messe a disposizione dal territorio non è un’utopia ma realtà, lo ha dimostrato la Costa Rica che per 75 giorni consecutivi ha generato la sua energia da fonti rinnovabili con la combinazione di geotermico e idroelettrico.
La notizia è stata resa nota dall’Instituto costarricense de electricidad (Ice). “Il 2015 è stato finora un anno positivo per l’ambiente per quanto riguarda la produzione di energia elettrica in Costa Rica”, si legge in un comunicato dell’Ice. L’obiettivo è stato raggiunto grazie alle forti precipitazioni che hanno alimentato quattro degli impianti idroelettrici presenti nel Paese consentendo di utilizzare energia a impatto zero nel primo trimestre del 2015.
La Costa Rica, considerato il Paese più felice del mondo, soddisfa il proprio fabbisogno energetico utilizzando principalmente l’energia idroelettrica e un mix di geotermico, eolico, biomasse e solare. Il Paese detiene inoltre il record della produzione di energia elettrica più efficiente ed economica dell’America Latina, secondo solo all’Uruguay, fornendo un tasso di copertura pari al 99,4 per cento delle famiglie con i prezzi più bassi di tutta la regione.
Secondo il Transnational Institute (Tni), 250kWh, il cui costo è pari al 7 per cento del salario minimo, sarebbero sufficienti a soddisfare le esigenze mensili delle famiglie costaricane che hanno un reddito medio basso.
Il successo energetico della Costa Rica è senz’altro legato alle sue dimensioni, è una piccola nazione, ha una superficie totale di circa 51mila chilometri quadrati, la metà del Kentucky, e una popolazione di soli 4,8 milioni di persone. Inoltre i suoi settori principali sono turismo e agricoltura, due settori a bassa intensità energetica.
Eppure sarebbe riduttivo considerare solo questi fattori senza riconoscere i meriti del Paese. Già lo scorso anno la Costa Rica ha prodotto l’80 per cento della propria elettricità da impianti idroelettrici, ricorrendo al gasolio solo nei rari periodi di siccità.
Per non affidarsi esclusivamente all’energia idroelettrica e per sfruttare i numerosi vulcani presenti nel Paese, il governo ha approvato un progetto da un miliardo di dollari, co-finanziato dall’Agenzia giapponese per la cooperazione internazionale (Jica) e dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), per la costruzione di nuove centrali geotermiche.
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