Che cos’è l’inquinamento idrico: comprendere e agire

In un mondo in cui 2 miliardi di persone non hanno accesso quotidiano ad acqua potabile, l’inquinamento idrico è una piaga da debellare: come si può fare?

L’inquinamento idrico rappresenta una delle sfide ambientali più pressanti del nostro tempo, con conseguenze devastanti sull’ecosistema globale e sulla salute umana. Le acque contaminate infatti non solo influenzano la biodiversità marina e fluviale, ma riducono anche la disponibilità di risorse idriche potabili. La contaminazione dipende da sostanze nocive e tossiche, nonché dai rifiuti di natura biologica, come le fogne.  In questa guida approfondita, esploreremo le diverse cause, tipologie, conseguenze e soluzioni relative all’inquinamento dell’acqua, oltre a fornire consigli pratici su come ogni individuo può contribuire alla sua prevenzione e mitigazione.

Pfas, il collettore Arica
L’inquinamento idrico impatta su ambiente e salute © Laura Fazzini

Le principali cause dell’inquinamento dell’acqua

L’inquinamento idrico ha molteplici fonti, tra cui quelle civili, industriali e agricole. Le attività umane, come lo scarico di rifiuti non trattati nelle acque superficiali, l’emissione di sostanze chimiche tossiche e l’uso eccessivo di fertilizzanti e pesticidi, contribuiscono significativamente al deterioramento della qualità dell’acqua. Le attività industriali e agricole rilasciano sostanze inquinanti nell’acqua. Le sostanze inquinanti arrivano nei mari attraverso le falde acquifere di superficie, i fiumi e i laghi. Queste pratiche irresponsabili hanno conseguenze disastrose sull’ambiente, compromettendo la biodiversità acquatica e minacciando la sicurezza alimentare.

Tipologie di inquinamento idrico

L’inquinamento idrico può manifestarsi in diverse forme, tra cui l’inquinamento termico, chimico e biologico. L’aumento delle temperature delle acque superficiali dovuto allo scarico di acqua calda dai processi industriali può compromettere gli ecosistemi acquatici e favorire la proliferazione di alghe nocive. Allo stesso modo, l’introduzione di metalli pesanti e composti chimici nelle acque può causare gravi danni alla flora e alla fauna acquatica, oltre a rappresentare una minaccia per la salute umana attraverso la contaminazione delle fonti di acqua potabile.

  1. Inquinamento termico: L’inquinamento termico si verifica quando l’ambiente viene riscaldato in modo innaturale a causa delle attività umane. Ad esempio, lo scarico di acqua calda da impianti industriali o centrali elettriche può aumentare la temperatura di fiumi o laghi, danneggiando gli ecosistemi acquatici. L’aumento della temperatura può influenzare la vita marina, alterare i cicli di vita degli organismi e ridurre la biodiversità.
  2. Inquinamento chimico: L’inquinamento chimico riguarda la presenza o l’aumento nell’ambiente di sostanze chimiche contaminanti che non sono naturalmente presenti o che solitamente sono presenti in misura molto minore. Queste sostanze provengono principalmente dalle attività umane, come l’industria e l’agricoltura.  Le sostanze chimiche inquinanti si diffondono attraverso l’acqua, l’aria e il suolo. Ad esempio, scarichi industriali possono contaminare le risorse idriche, mettendo a rischio la fauna ittica e la salute umana.  Tra i tipi di sostanze chimiche inquinanti ci sono i metalli pesanti (come il mercurio e il piombo) e i pesticidi/insetticidi.  L’inquinamento chimico può causare gravi problemi di salute se le sostanze chimiche entrano nella catena alimentare o vengono in contatto con gli esseri umani.
  3. Inquinamento Biologico: L’inquinamento biologico riguarda la presenza di agenti biologici nocivi nell’ambiente. Questi possono essere batteri, virus, muffe o altre forme di vita microscopiche. L’inquinamento biologico può diffondersi attraverso l’aria, l’acqua o il contatto diretto con organismi infetti.  Gli agenti biologici possono causare malattie infettive o allergie negli esseri umani e negli animali.

Le gravi conseguenze dell’inquinamento acquatico

L’inquinamento idrico provoca danni estesi all’ambiente marino e fluviale, compromettendo la biodiversità e minacciando la sopravvivenza di numerose specie ittiche. Inoltre, rappresenta una minaccia diretta per la salute umana, con potenziali effetti cancerogeni e tossici derivanti dall’ingestione di acqua contaminata e di specie marine inquinati. Inoltre, l’inquinamento dell’acqua può avere conseguenze economiche devastanti, compromettendo settori cruciali come la pesca e il turismo.

Inquinamento da idrocarburi nel mar Mediterraneo
Inquinamento da idrocarburi nel mar Mediterraneo © Sergei Dubrovskii/iStockphoto

Gli ecosistemi acquatici subiscono danni irreversibili a causa dell’inquinamento idrico. La flora e la fauna che dipendono da questi ecosistemi sono gravemente colpite. La perdita di biodiversità è una delle conseguenze più gravi. Sostanze inquinanti come prodotti chimici tossici e rifiuti industriali alterano gli equilibri delicati negli ambienti acquatici. Questo danneggia gli habitat marini e compromette la sopravvivenza di molte specie. Per quanto riguarda la salute umana, l’inquinamento delle acque mette a repentaglio la salute umana attraverso l’ingestione di acqua contaminata. Le sostanze tossiche presenti nell’acqua possono causare gravi malattie. Anche il cibo di origine marina, come il pesce, può contenere sostanze chimiche tossiche a causa dell’inquinamento marino: questo può danneggiare il sistema nervoso e immunitario umano. L’inquinamento delle acque minaccia inoltre le fonti di approvvigionamento idrico, rendendo l’acqua non sicura per il consumo umano. Questo può avere gravi conseguenze sulla salute delle persone.

È perciò essenziale promuovere la consapevolezza, la ricerca e il controllo per prevenire l’inquinamento dell’acqua. Ridurre l’uso di sostanze tossiche, migliorare i sistemi di trattamento delle acque reflue e promuovere pratiche sostenibili sono passi cruciali per mitigare l’inquinamento idrico. La lotta contro l’inquinamento idrico richiede un impegno collettivo per proteggere il nostro ambiente e garantire un futuro più sano per tutti.

Come identificare e prevenire l’inquinamento idrico

Riconoscere i segni dell’inquinamento idrico è essenziale per affrontare efficacemente questa sfida ambientale. La comparsa di alghe e la morte improvvisa di specie ittiche possono essere indicatori di un deterioramento della qualità dell’acqua. Per prevenire l’inquinamento idrico, è fondamentale adottare pratiche sostenibili a livello individuale e collettivo, come ridurre l’uso di prodotti chimici nocivi, promuovere la gestione responsabile dei rifiuti e sostenere politiche ambientali rigorose.

Per identificarlo e prevenirlo è necessario, da parte delle istituzioni, il monitoraggio delle fonti d’acqua tramite regolari test chimici e microbiologici sulle fonti d’acqua, come pozzi, fiumi e laghi, per rilevare eventuali contaminazioni. Ma anche il comune cittadino può prestare attenzione a cambiamenti nell’aspetto, nell’odore o nel sapore dell’acqua e fare le opportune segnalazioni. Importante anche conoscere le cause dell’inquinamento e saperle identificare nella zona in cui ci si trova (industria, agricoltura, scarichi urbani) e monitorarle attentamente.

Una buona prevenzione dell’inquinamento idrico passa dalla gestione dei rifiuti, smaltendoli correttamente, evitando di gettarli nelle acque superficiali; da una agricoltura sostenibile con la riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti; attraverso il trattamento delle acque reflue, assicurandosi che gli scarichi industriali e domestici siano trattati adeguatamente prima di raggiungere le fonti d’acqua.

Ma è fondamentale anche un approccio volto alla consapevolezza: sta alle istituzioni educare la comunità sull’importanza della conservazione dell’acqua e delle buone pratiche ambientali, e promuovere la responsabilità individuale e una scelta consapevole di prodotti ecologici e sostenibili.

Il ruolo dell’azione collettiva nella lotta contro l’inquinamento dell’acqua

L’inquinamento idrico richiede un’impegno collettivo per essere affrontato in modo efficace. Le comunità locali, insieme alle istituzioni governative e alle organizzazioni ambientali, devono collaborare per sviluppare e attuare politiche e pratiche di gestione sostenibile delle risorse idriche. Solo attraverso un approccio integrato e collaborativo possiamo sperare di proteggere le nostre preziose risorse idriche per le generazioni future. L’impegno comunitario nelle politiche ambientali, in particolare, rivestone un ruolo cruciale nel contrastare l’inquinamento idrico.

Anamã
Il riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Atlantico causerebbe maggiori quantità di acqua oceanica evacuata e maggiori precipitazioni nella regione amazzonica. Il riscaldamento globale per molte persone preannuncia uno scenario apocalittico solo in un lontano futuro. Per gli abitanti di Anamã, come del resto per quelli in varie zone dell’Amazzonia questo fenomeno ha effetti reali e devastanti sul loro presente © Luca Meola (reportage realizzato a giugno 2019)

La politica ambientale si basa su principi come la precauzione, l’azione preventiva e la correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento. Questo significa affrontare le cause alla radice, adottando misure per evitare che l’inquinamento si verifichi in primo luogo. Il principio del chi inquina paga sottolinea che coloro che causano l’inquinamento devono assumersi la responsabilità economica per riparare i danni. È fondamentale per garantire che le risorse idriche siano protette e preservate.

L’Unione Europea affronta complessi problemi ambientali, tra cui i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’esaurimento delle risorse e l’inquinamento. La politica ambientale è stata messa al centro delle politiche dell’UE, con iniziative come il Green Deal europeo. La Ue ha stabilito l’obbligo di integrare la tutela ambientale in tutte le politiche settoriali al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile. Inoltre, l’adattamento (come la conservazione delle risorse idriche e la pianificazione pubblica) e la mitigazione (come l’uso di energie rinnovabili) sono riconosciuti come sfide globali. È importante anche affrontare “le perdite e i danni” associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

Tecnologie e innovazioni per la purificazione dell’acqua

Nel campo della purificazione dell’acqua, sono state sviluppate diverse tecnologie innovative per affrontare l’inquinamento idrico in modo efficace ed efficiente. Dalle membrane osmotiche alla tecnologia UV, queste soluzioni offrono un’opportunità per migliorare la qualità dell’acqua e ridurre l’impatto ambientale delle attività umane. Tuttavia, è fondamentale integrare queste tecnologie con pratiche di gestione sostenibile delle risorse idriche per massimizzarne l’efficacia nel lungo periodo.

impianto di trattamento delle acque reflue
Un impianto di trattamento delle acque reflue © jonathanfilskov-photography/iStockphoto

Il trattamento delle acque reflue ad esempio sta rivoluzionando la sostenibilità in modo significativo,trasformando le acque di scarico, in acqua pulita, e in alcuni casi anche in energia rinnovabile durante il processo di trasformazione nonché in fertilizzanti ricchi di sostanze nutritive, attraverso i nutrienti recuperati dalle acque reflue. Trattando le acque reflue, inoltre, si riduce la quantità di inquinanti rilasciati nell’ambiente, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. Il trattamento delle acque reflue aiuta a mantenere la salute degli ecosistemi acquatici, proteggendo la flora e la fauna. Gli impianti di trattamento delle acque reflue stanno diventando snodi centrali per iniziative verdi, consentendo alle comunità di muoversi verso un’economia circolare e raggiungere obiettivi ambientali a lungo termine.

Mappa dei luoghi più colpiti dall’inquinamento idrico

Alcune aree geografiche sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento idrico, a causa di fattori come l’eccessiva urbanizzazione, l’industrializzazione incontrollata e la scarsa regolamentazione ambientale. Attualmente, circa 4 miliardi di persone vivono in condizioni di grave scarsità fisica di acqua per almeno un mese all’anno a causa dello stress idrico. Questo problema è destinato a peggiorare a causa dei cambiamenti climatici e dell’aumento dei consumi. Secondo il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2020, il mondo potrebbe affrontare una carenza idrica globale del 40 per cento entro il 2030.

A peggiorare la situazione c’è naturalmente l’inquinamento idrico, che elimina automaticamente una porzione di acqua dolce potenzialmente utilizzabile e che invece non lo è causa delle contaminazioni. Solamente in Europa, ad esempio, oltre 17mila siti sono contaminati dai Pfas, composti chimici ineleminabili, presenti nel terreno e soprattutto nelle acque a causa degli sversamenti industriali, con l’Italia fortemente coinvolta in questa problematica, in particolare in Veneto. Ma anche le Cinque Terre, con la loro bellezza naturale unica, sono un esempio emblematico di un’area minacciata dall’inquinamento idrico, che richiede interventi urgenti per la sua conservazione e ripristino.  L’impronta idrica media procapite nel mondo è di 1.385 metri cubi all’anno, ma ci sono grandi differenze tra i Paesi a causa degli stili di vita.

Come contribuire a proteggere le risorse idriche

La protezione e la gestione delle risorse idriche superano i confini nazionali, e la politica dell’Unione Europea svolge un ruolo cruciale nella salvaguardia dell’ambiente. Ma ogni individuo ha un ruolo da svolgere nella protezione delle risorse idriche. Ridurre il consumo di acqua, adottare pratiche agricole sostenibili e promuovere l’uso responsabile dei prodotti chimici sono solo alcune delle azioni che ogni persona può intraprendere per contribuire alla salvaguardia dell’acqua. Inoltre, sostenere le organizzazioni ambientali e partecipare attivamente alla sensibilizzazione pubblica sono modi efficaci per promuovere il cambiamento positivo nella gestione delle risorse idriche.

Ecco alcune azioni pratiche che ciascuno di noi può intraprendere per ridurre l’impronta idrica personale:

  1. Utilizzare detersivi ecologici: Riducendo il numero complessivo di lavatrici o lavastoviglie, si contribuisce a ottimizzare il consumo dell’acqua.
  2. Scegliere elettrodomestici di classe energetica A: Questi aiutano nel risparmio energetico e riducono l’impronta idrica.
  3. Smaltire e riciclare i rifiuti correttamente: La plastica, in particolare, è la prima causa di inquinamento delle acque.
  4. Ridurre lo spreco alimentare: Consumare in modo consapevole e ridurre gli sprechi contribuisce a preservare le risorse idriche.
  5. Preferire la doccia al bagno: La doccia riduce sensibilmente il consumo d’acqua.
  6. Bere acqua del rubinetto: Filtrata correttamente, l’acqua del rubinetto è una scelta più sostenibile rispetto alle bottiglie d’acqua in plastica.
  7. Utilizzare il WC con parsimonia: Ogni sciacquone spreca oltre 7 litri d’acqua.
  8. Lavare i piatti responsabilmente. Meglio lavare i piatti nella lavastoviglie piuttosto che a mano, ma solo a pieno carico.
  9. Chiudere il rubinetto quando non serve: Durante azioni come il lavaggio dei denti o la rasatura, chiudere il rubinetto per risparmiare acqua.
  10. Annaffiare le piante di sera: L’acqua non evaporerà facilmente, consentendo un risparmio sulla quantità d’acqua utilizzata.

Inoltre, effettuare un’analisi delle proprie abitudini di vita è un buon punto di partenza per capire dove possono essere presenti sprechi d’acqua da risolvere.

Risorse utili e dove trovare ulteriori informazioni

Per coloro che desiderano approfondire il tema dell’inquinamento idrico e dell’attivismo ambientale, esistono numerose risorse disponibili online e offline. Organizzazioni come il WWF (Fondo mondiale per la Natura) e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) forniscono informazioni dettagliate sull’inquinamento idrico e sulle azioni necessarie per contrastarlo. Inoltre, siti web come quello dell’Agenzia europea dell’ambiente offrono dati e report aggiornati sull’inquinamento dell’acqua e sulle politiche ambientali a livello internazionale.

 

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