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L‘inquinamento atmosferico in India potrebbe aumentare notevolmente entro il 2050 a causa principalmente dei mezzi di trasporto che utilizzano combustibile fossile e che incidono fino al 50 per cento nel conto delle emissioni. Secondo una ricerca statunitense dal titolo “Options to reduce road transport pollution in India” (Opzioni per ridurre l’inquinamento stradale in India),
L‘inquinamento atmosferico in India potrebbe aumentare notevolmente entro il 2050 a causa principalmente dei mezzi di trasporto che utilizzano combustibile fossile e che incidono fino al 50 per cento nel conto delle emissioni.
Secondo una ricerca statunitense dal titolo “Options to reduce road transport pollution in India” (Opzioni per ridurre l’inquinamento stradale in India), che ha visto impegnati l’Energy and resources institute (Teri), l’Università della California e il California air resources board (Carb), con il tasso attuale di crescita del parco auto indiano, le polveri sottili più piccole (2,5) potrebbero triplicare entro metà secolo, mentre gli ossidi di azoto potrebbero quintuplicare.
Questi due elementi, insieme all’ozono “a terra”, sono tra i maggiori responsabili di decessi e malattie, prevalentemente respitratorie, che si registrano nel subcontinente.
La ricerca ha anche comparato la situazione indiana attuale con quella californiana degli anni 60 del Novecento; all’epoca, lo stato americano era tra i luoghi più inquinati del mondo e solo dopo un cinquantennio di provvedimenti è riuscita a ridurre il proprio inquinamento atmosferico fino al 90 per cento.
Nel 1991 i veicoli indiani erano 20 milioni, nel 2011 140 milioni e si prevede che entro il 2030 arriveranno a quota 400 milioni. Si prevede inoltre anche un aumento significativo dei gas serra in atmosfera: dai 70 milioni di tonnellate di CO2 attuali si passerebbe a 500 milioni nelo 2050.
“Servono strategie diversificate e incentivi per ridurre il carico di inquinamento”, afferma Mary Nichols, del Carb.
Tra le soluzioni previste dal rapporto per ridurre le emissioni vi sono l’introduzione di veicoli elettrici e di carburanti più efficienti per le auto standard, oltre a un’implementazione del trasporto pubblico e dell’uso delle biciclette.
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