Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Le mascherine e i guanti usa e getta utilizzati durante la pandemia di coronavirus sono stati ritrovati sulle rive dei fiumi, mettendo a rischio la sicurezza delle acque.
Con l’esplosione della pandemia di coronavirus a fine febbraio 2020, l’utilizzo di mascherine e guanti monouso è aumentato esponenzialmente. Gli scienziati della fondazione Tara, impegnata nello studio degli impatti dei cambiamenti climatici sugli oceani, hanno rinvenuto questi oggetti divenuti ormai di uso comune, abbandonati sulle rive e nelle acque di sette fiumi europei, deteriorati e pericolosamente nocivi per l’ambiente.
Durante il mese di giugno “abbiamo trovato mascherine e guanti lungo il corso di sette tra i maggiori fiumi europei e adesso ci preoccupa il futuro”, ha dichiarato Romy Hentinger, portavoce di Tara, alla radio francese France Inter, sottolineando che la mascherina usa e getta è fatta di polipropilene ed è molto sottile, quindi si frammenta facilmente e non è biodegradabile. “È preoccupante. Possiamo solo immaginare che altri [guanti e mascherine, ndr] abbiano già raggiunto il mare”, ha spiegato.
La fondazione Tara ha recentemente concluso uno studio sui nove maggiori fiumi europei (Tamigi, Elba, Reno, Senna, Ebro, Rodano, Tevere, Garonna e Loira) per misurare la concentrazione di microplastiche. La spedizione è stata condotta da maggio a novembre 2019 e ha rivelato la presenza di queste componenti nel 100 per cento dei campioni prelevati, dimostrando che le particelle si separano prima di raggiungere il mare e non si degradano per l’azione dei raggi Uv o dell’acqua salata, contrariamente a quanto si pensava. “Ora aspettiamo i risultati finali degli esperti che stanno ancora finendo di analizzare i campioni”, ha concluso Hentinger.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.
Non solo tecnologia: il Gruppo Mitsubishi Electric trasforma il principio dei benefici reciproci in azioni per l’inclusione e la tutela del pianeta.
Uno squalo è stato individuato da un gruppo di scienziati al largo delle Isole Shetland Meridionali, in Antartide. Non era mai accaduto prima.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
Come ci giudicheranno le generazioni future? Bene, se ci impegniamo per lasciare un mondo più sano e pulito. Solo così saremo buoni antenati.
Un viaggio nei 100 siti culturali racchiusi nel territorio di 4 comuni della Ciociaria, nel basso Lazio, che uniscono le forze per un obiettivo comune.
