Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
L’idea è della Nasa: un selfie (autoscatto) all’aperto, esattamente nel luogo in cui ci si trova e con il paesaggio locale sullo sfondo, da condividere sui social network con l’hashtag #GlobalSelfie. L’agenzia spaziale statunitense vuole festeggiare così la 44esima edizione dell’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra, e fotografare il pianeta non dallo spazio, ma
L’idea è della Nasa: un selfie (autoscatto) all’aperto, esattamente nel luogo in cui ci si trova e con il paesaggio locale sullo sfondo, da condividere sui social network con l’hashtag #GlobalSelfie. L’agenzia spaziale statunitense vuole festeggiare così la 44esima edizione dell’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra, e fotografare il pianeta non dallo spazio, ma direttamente dal suolo.
L’obiettivo è quello di creare, con le foto degli utenti del web, una nuova “Blue Marble”, il celeberrimo scatto dallo spazio eseguito nel 1972 dagli astronauti della missione Apollo 17.
All’iniziativa, che fa parte della campagna Earth right now, possono partecipare tutti i cittadini del mondo, che dovranno poi postare i propri selfie con annesso paesaggio sulle pagine Twitter, Instagram, Facebook, Google+ e Flickr della Nasa. In questo modo, sarà possibile aiutare gli scienziati dell’Agenzia a mappare e a studiare più nel dettaglio tutti i luoghi della Terra.
Nonostante tutte le indagini alla ricerca di nuovi pianeti extrasolari, infatti, non vi è corpo celeste che la Nasa studi più del nostro, con 17 missioni di osservazione già attive e diverse altre in programma proprio per quest’anno, per comprendere meglio la complessità della nostra atmosfera, degli oceani e delle terre emerse.
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