Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
L’Italia si è dotata finalmente di un Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente: un altro passo, dopo la legge sugli ecoreati, verso la realizzazione di politiche omogenee di azione e controllo della sostenibilità ambientale. La legge che è stata approvata in via definitiva prevede infatti una vera e propria ‘rete’ di raccordo tra le regioni e lo
L’Italia si è dotata finalmente di un Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente: un altro passo, dopo la legge sugli ecoreati, verso la realizzazione di politiche omogenee di azione e controllo della sostenibilità ambientale. La legge che è stata approvata in via definitiva prevede infatti una vera e propria ‘rete’ di raccordo tra le regioni e lo Stato, con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che funzionerà da polo nazionale e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (Arpa) che ne saranno i poli regionali. Questo sistema dovrà garantire e monitorare le messa in pratica di una serie di livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali, i cosiddetti Lepta. L’intervento ha l’obiettivo di eliminare le attuali disomogeneità a livello nazionale nella protezione dell’ambiente: ad oggi ci sono infatti ancora forti squilibri tra regione e regione, che finiscono per penalizzare soprattutto il Sud, dove spesso la presenza di situazioni a forte rischio (si pensi a Ilva e Terra dei fuochi) è resa ancora più grave dall’assenza di mezzi idonei per intervenire.
Di fatto, la nuova legge modifica e amplia il ruolo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che sarà più autonomo, sarà a capo del nuovo Sistema, dovrà fissare l’asticella dei nuovi livelli essenziali e vigilare sul loro rispetto. L’Ispra lavorerà in rete e in stretto contatto con le 21 Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente che a loro volta vigileranno sul rispetto dei Lepta nel proprio territorio di competenza.
Dopo #ecoreati e collegato, finalmente la legge su #agenzieambientali. Avanti così #triplete https://t.co/v98fUupUnz pic.twitter.com/mZgwgf6ysv
— Stefano Ciafani (@StefanoCiafani) 15 giugno 2016
A spiegare l’importanza di questa riforma è stato il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, per il quale “è assolutamente necessario avere un sistema unitario e coordinato di valutazione dei parametri ambientali: oggi può accadere che il medesimo evento sia valutato in maniera differente in diverse regioni perché i sistemi di rilevamento e controllo non sono coordinati”. Dopo la legge sugli ecoreati e il collegato ambientale, dice il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani, questa legge “è il terzo anello di una serie di riforme ambientali indispensabili per avviare una riconversione ecologica della Penisola. Ora il Parlamento approvi le altre riforme, come la legge sul consumo di suolo, quella sulle agromafie e i delitti contro gli animali”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
2.900 progetti ambientali e sociali in Italia e all’estero con enti del terzo settore. Il bando del servizio civile è aperto fino all’8 aprile per le ragazze e i ragazzi tra i 18 e i 28 anni.
Ecosistemi complessi, le marine animal forests forniscono servizi essenziali per la sopravvivenza di molte specie, inclusa la nostra.
Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Nell’ambito della Forestami Academy, alcune classi di Milano avranno accesso a un programma educativo sulla tree canopy cover, in collaborazione con il Gruppo Prada.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.
