Nell’Unione europea sarà più facile produrre e commercializzare i cosiddetti nuovi ogm, ma per 21 organizzazioni ambientaliste, dell’agricoltura bio e dei diritti dei consumatori è una decisione preoccupante.
Gli orti urbani garantiscono rese agricole di tutto rispetto, con uno scarso ricorso ai pesticidi. Parola dei ricercatori dell’università del Sussex.
Gli orti urbani sono ottimi espedienti per rendere un po’ più verdi le città e trovare un diversivo a una routine che troppo spesso costringe a stare rinchiusi tra quattro mura. Ma potrebbero essere anche qualcosa di più. Stando a uno studio pilota condotto per due anni dall’università del Sussex, infatti, in termini di rese agricole non hanno nulla da invidiare alle coltivazioni convenzionali.
I ricercatori dell’università del Sussex hanno analizzato per due anni 34 orti urbani collocati nei giardini e nei balconi delle città di Brighton e Hove. In attesa di sottoporre i risultati a peer review e pubblicarli su una rivista scientifica, hanno diffuso alcuni dettagli degni di nota. Con un raccolto di circa un chilo di frutta e verdura per metro quadro nell’arco di una stagione, le rese agricole sono paragonabili a quelle dei campi coltivati. Risultati raggiunti, peraltro, facendo un ricorso molto sporadico ai pesticidi.
Questo studio va nella stessa direzione di quello che era stato realizzato nel 2020 dall’università di Sheffield, sempre nel Regno Unito. All’epoca i ricercatori avevano stimato che la città di Shieffeld offrisse fino a 98 metri quadrati pro capite di spazi per orti urbani, sufficienti per nutrire con cinque porzioni di frutta e verdura al giorno 709mila abitanti, più dell’intera popolazione residente.
I ricercatori si soffermano anche sul preziosissimo apporto degli insetti impollinatori. Nell’arco dei due anni di osservazione ne sono stati censiti circa 2mila, per la maggior parte api (43 per cento delle visite) e mosche (34 per cento) Ad attirarli sono soprattutto i frutti di bosco. Mediamente, ogni coltivatore deve all’operato degli insetti un valore economico pari a 380 sterline (poco meno di 450 euro).
Questi sono dati preliminari che dovranno essere integrati da altre analisi successive, sottolineano i ricercatori, tanto più perché gli orti urbani sono molto meno regolamentati e monitorati rispetto all’agricoltura convenzionale. Appare comunque cristallino che la pratica dell’urban farming possa riservare parecchie soddisfazioni. “In un mondo caratterizzato da una crescente urbanizzazione nei paesi industrializzati e in via di sviluppo, produrre cibo dentro le città e nei dintorni ha il potenziale di migliorare i risultati nutrizionali e sanitari, alleviare la povertà e, al tempo stesso, offrire un habitat per gli animali selvatici e creare città sostenibili”, sottolinea la ricercatrice Beth Nicholls.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Nell’Unione europea sarà più facile produrre e commercializzare i cosiddetti nuovi ogm, ma per 21 organizzazioni ambientaliste, dell’agricoltura bio e dei diritti dei consumatori è una decisione preoccupante.
Una colazione fatta bene è completa, nutriente, equilibrata ed energetica. È la nostra occasione quotidiana per aprire la giornata nel segno della salute.
Oasis terraces fa parte di una nuova generazione di centri che offrono servizi sviluppati per la comunità nei quartieri residenziali pubblici. Si comincia da Singapore.
Mentre La Calera affrontava un severo razionamento dell’acqua, le sorgenti locali venivano prosciugate dall’azienda Indega. I cittadini hanno reagito e hanno cambiato le cose.
Chiedendo l’introduzione di misure specchio, Slow Food evidenzia la necessità che i cibi importati nell’Unione europea, come mais e grano, rispettino gli stessi standard di quelli prodotti nell’Ue.
La Ràkene, a Ruvo di Puglia, lancia una campagna che è sì una raccolta fondi, ma soprattutto una presa di posizione culturale e politica sul modo in cui produciamo e acquistiamo cibo.
Cosa succede al nostro organismo se saltiamo la colazione o la facciamo sbilanciata? Quali sono invece gli effetti di una colazione fatta bene?
Le associazioni dei consumatori hanno chiesto un incontro alla grande distribuzione per discutere su come continuare a garantire la trasparenza sui prodotti con l’approvazione della deregolamentazione dei nuovi ogm.
Uno studio in Perù ha evidenziato l’associazione tra i pesticidi e il rischio di cancro considerando l’esposizione reale della popolazione a una miscela di sostanze.
