Belle le rinnovabili, ma il mondo pianifica migliaia di centrali a carbone

Anche se dalla Cop 21 sembra emersa l’esigenza di una transizione energetica verso le rinnovabili, nel mondo ci sono ancora troppe centrali fossili in programma.

Nel mondo ci sono circa 2.500 impianti a carbone in fase di realizzazione che produrranno quattro volte il livello di emissioni fissato per mantenere l’innalzamento delle temperature sotto i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli dell’era pre-industriale. È quanto riporta Coal gap, così è chiamato il report prodotto da Climate Action Track, ha rilevato che gli obiettivi di contenere l’innalzamento delle temperature tra l’1,5 e i 2 gradi al di sopra dei livelli pre-industriali è incompatibile con gli attuali stadi di produzione di carbone.

 

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Centrale elettrica nel Maryland, Stati Uniti © Lowell Georgia/Corbis

 

Da sole, le centrali a carbone esistenti produrranno 50 per cento più emissioni rispetto ai livelli previsti come “percorsi” per limitare il riscaldamento a 2 gradi tra oggi e il 2030. Se nelle stime vengono inclusi anche gli impianti in fase di sviluppo, le emissioni diventerebbero almeno il 400 per cento superiori rispetto questo livello, e se in quest’arco di tempo fossero progettati nuovi impianti le emissioni totali sarebbero ancora più alte.

 

“C’è solo una soluzione al problema di avere troppe centrali a carbone in attività ed è annullare la loro realizzazione”, ha detto Pieter Van Breevoort, esperto di energie rinnovabili per Ecofys e uno degli autori del rapporto.

 

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© Ashley Cooper/Corbis

 

La notizia arriva dopo che il Regno Unito ha annunciato il mese scorso che chiuderà entro un decennio tutte le sue centrali a carbone, mentre l’ultima miniera di carbone ha chiuso a dicembre.

 

Tuttavia, nell’Unione europea e in otto paesi non europei – Cina, India, Indonesia, Giappone, Sudafrica, Corea del Sud, Filippine e Turchia – sono in programma la realizzazione di progetti per almeno 5 gigawatt di nuova capacità a carbone.

 

“Se le rinnovabili decolleranno velocemente, come previsto, molti degli investimenti per questi impianti a carbone potrebbero essere bloccati”, ha detto Markus Hagemann del New Climate Institute. Gli autori del rapporto sperano che questo scenario si traduca nella “rottamazione” della maggior parte degli impianti previsti.

 

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