A chiedere di non considerare più gli orsi bruni come “specie fortemente protetta” sono Romania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Finlandia.
È successo nel distretto di Maramures, nel cuore dei Carpazi, dove insiste una delle ultime foreste primarie d’Europa e dove l’ente forestale nazionale, Romsilva, deve lottare quotidianamente contro il disboscamento dell’area. La guardia forestale Liviu Pop stava indagando su un episodio di taglio illegale quando è stato ucciso a colpi di fucile da ignoti. A
È successo nel distretto di Maramures, nel cuore dei Carpazi, dove insiste una delle ultime foreste primarie d’Europa e dove l’ente forestale nazionale, Romsilva, deve lottare quotidianamente contro il disboscamento dell’area. La guardia forestale Liviu Pop stava indagando su un episodio di taglio illegale quando è stato ucciso a colpi di fucile da ignoti. A rivelarlo è il direttore generale dell’ente forestale, George Mihailescu, che ha annunciato la tragedia in un post pubblicato su Facebook. Si tratta del secondo omicidio in poco più di un mese di un agente impegnato nella lotta alla deforestazione nella regione.
L’area di Strambu Baiut ricopre una superficie di circa 250 ettari e dal 2017 è patrimonio mondiale dell’Unesco, insieme ad altri 24mila ettari di foreste primarie identificate in otto aree della Romania. In tutti i Carpazi sono meno di 300mila gli ettari di foresta primaria, e un terzo di questi si trovano in Romania. Un patrimonio di inestimabile valore dove crescono faggi (Fagus sylvatica), querce (Quercus sp.) e abeti rossi (Picea abes) che danno riparo a più di 10mila specie diverse, tra cui la lince, il lupo e l’orso bruno.
Qui l’ente nazionale gestisce ettari di bosco, per la maggior parte di demanio pubblico, tentando di regolamentare il taglio in un sistema che spesso si rivela farraginoso e intriso di burocrazia. Nonostante ciò la Romania detiene oggi uno degli inventari forestali più completi d’Europa: ogni albero è catalogato, registrato e seguito durante il suo percorso da giovane pianta a legno che finirà poi a comporre i mobili europei, la carta o semplice biomassa. Qui il Wwf Romania sta lavorando in collaborazione col Forest Stewardship Council (Fsc) per garantire una gestione responsabile della risorsa forestale.
Che ci sia un serio problema di deforestazione e taglio illegale è cosa nota e spesso gli sforzi governativi non si sono dimostrati in grado di contenere o gestire questi episodi. Gabriel Paun, capo del gruppo ambientalista Agent Green che sorveglia e documenta da anni le attività illegali afferma che l’ondata di omicidi è “scandalosa”. “Questo continua a succedere. Non ho visto molti sforzi da parte delle autorità rumene né per fermare il disboscamento illegale né per proteggere i difensori delle foreste”, scrive dal profilo Facebook dell’Ong.
Secondo Radu Grigore Vlad, coordinatore forestale per il Wwf Romania, si tratta di un “evento tragico, accaduto in una zona fuori dai confini dell’area protetta”, racconta a LifeGate. “Secondo la mia personale opinione questo fatto è accaduto a causa dell’arrivo dell’inverno: la domanda locale di legno sta aumentando, sia per il riscaldamento, sia perché d’inverno si lavora meno. Quindi i boscaioli cercano di raccogliere più legna – e quindi denaro – possibile”. Il fatto che stiano aumentando gli episodi di violenza è però legato anche all’aumento dei controlli, riferisce Vlad. “Dalle informazioni in mio possesso si tratta di locali che vanno nella foresta senza autorizzazione e una volta scoperti reagiscono violentemente, spesso anche perché alterati dall’alcool”.
Resta il fatto che la Romania sta perdendo fino a tre ettari di foresta ogni ora (secondo dati di Greenpeace Romania), comprese le aree più vetuste. E che difenderle diventa sempre più rischioso.
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