La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Una sorta di Arca di Noè, quella che l’Università di Mosca è pronta a realizzare. Sarà il primo database a contenere il DNA di tutte le specie viventi ed estinte.
Quante specie viventi esistono sulla Terra? Secondo una stima di qualche anno fa del Census marine of life sono 8.742.900, molte delle quali sconosciute. Questi quindi i campioni di Dna che gli scienziati russi dovranno raccogliere e catalogare su capsula Petri.
Sì perché l’Università di Mosca ha ricevuto un fondo di circa 164 milioni di euro, per realizzare il primo database di tutte le specie viventi ed estinte del pianeta. Definita l'”Arca di Noè” dallo stesso professore che seguirà il progetto, l’idea ricorda molto il Svalbard global seed vault, che invece si prefigge di conservare i semi di tutte le specie vegetali esistenti.
“Ho chiamato il progeto ‘Arca di Noè’, perché implica la creazione di una banca dati per la memorizzazione di ogni essere vivente sulla Terra, in via di estinzione ed estinto”, ha dichiarato Viktor Sadivnichy, il rettore dell’Università di Mosca. “Questa è la sfida che siamo prefissi”.
Il deposito sarà grande circa 430 chilometri quadrati e sarà realizzato entro il 2018 all’interno del campus universitario. “Questo ci permetterà di congelare criogenicamente e memorizzare vari materiali cellulari, che potranno poi riprodursi”, ha detto Sadivnichy.
Anche se non è esattamente la prima banca dati del pianeta, ne esiste infatti una in Gran Bretagna e una nel museo di storia naturale di Washington, si tratta di un progetto ambizioso, con evidenti implicazioni scientifiche ed ecologiche. Sembra quasi che Jurassic Park stia per diventare realtà, nel bene e nel male.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
L’ecologa e attivista Arianna Liconti ci accompagna in un viaggio tra divulgazione e racconto alla scoperta del 71% del pianeta, nel nuovo podcast prodotto da LifeGate e la Water Defenders Alliance.
Le fiamme nella Patagonia argentina hanno già bruciato 150 kmq di territorio. Eppure, nel 2025 il presidente Milei ha tagliato del 70% le risorse antincendio.
Un gruppo di ricercatori tedeschi ha inventato un filtro bio based che trattiene il 99 per cento delle microplastiche durante il lavaggio.