Acqua

Stati generali dell’ingegneria, esperti a confronto sulla Milano che cambia

Il 30 novembre e 1 dicembre la Centrale dell’acqua di Milano ha ospitato gli Stati generali dell’ingegneria, organizzati da MM spa e Ordine degli ingegneri.

Se è vero che questo è il secolo delle città, come dice l’ex-sindaco di New York Michael Bloomberg, è vero anche i nostri centri urbani diventano sempre più complessi e impongono costantemente nuove sfide. In Italia si cita quasi all’unanimità Milano come esempio di una città che è stata capace di evolversi, diventando una smart city vivibile, sostenibile e resiliente. Ma non si può sottovalutare il fatto che la sua trasformazione è ancora in corso ed è un delicato gioco di equilibri.

L’ingegnere è quella figura che, spesso dietro le quinte, prende decisioni che hanno un impatto notevole sul funzionamento di una città e sulla qualità della vita delle persone che la abitano. Gli Stati generali dell’ingegneria, che si sono tenuti il 30 novembre e il 1 dicembre, sono stati un’occasione per mettere sul tavolo una pletora di tematiche e questioni aperte, stimolando il confronto tra addetti ai lavori. Questa iniziativa è promossa da MM spa, la società di ingegneria pubblica del Comune di Milano, e dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Milano.

A ospitare l’evento, la Centrale dell’acqua che è stata inaugurata lo scorso luglio in via Cenisio. “Il bilancio di questi primi mesi è straordinario, per quantità di persone che hanno visitato questo luogo e per qualità di iniziative che ci sono state. Nei prossimi mesi, diecimila bambini verranno qui per scoprire come funzionano il trasporto e la depurazione dell’acqua e quanto è preziosa questa risorsa”, spiega il presidente di MM Davide Corritore.

Centrale dell'Acqua Milano
La Centrale dell’Acqua di Milano

“Milano è la locomotiva d’Italia: deve trainare gli altri vagoni”

Perché gli Stati generali dell’ingegneria? “Per aprirci al territorio e incontrare i colleghi. Vogliamo raccontare la nostra storia, ma anche raccogliere nuove idee”, spiega Massimo Recalcati, direttore della divisione ingegneria di MM spa.

L’apertura è affidata a un ospite che proviene da un mondo apparentemente molto lontano: Piero Colaprico, giornalista che ha raccontato Milano in trent’anni di cronaca e diversi romanzi. Per l’occasione, Colaprico legge qualche riga di un articolo del 1979 in cui Giorgio Bocca collocava il Checkpoint Charlie meneghino (il confine tra centro e periferia) in Corso Buenos Aires, oggi centralissima arteria dello shopping. “Milano sposta costantemente il suo Checkpoint Charlie e gli ingegneri di MM lo sanno bene. Questa città non è mai stata così bella, pacifica e sicura com’è adesso. Milano è la locomotiva d’Italia, quindi deve prendersi la responsabilità di trainare gli altri vagoni, invece di guardarli dall’alto”.

I temi degli Stati generali dell’ingegneria

Dopo le suggestioni lanciate da Colaprico, la prima parte del 30 novembre è dedicata a una riflessione a tutto tondo sulla figura dell’ingegnere. Questo ruolo non è così chiaro al grande pubblico, che ne sente parlare a livello mediatico soprattutto quando accadono tragedie come il crollo del ponte Morandi di Genova.

Eppure, sottolinea il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Milano Bruno Finzi, il capoluogo lombardo può far sfoggio di vere e proprie eccellenze. “Due terzi dei nostri iscritti provengono dal mondo dell’industria, cosa che favorisce lo scambio di idee e l’arricchimento culturale. Con MM abbiamo avviato un percorso di formazione interna, che prende il nome di MM Academy”.

Comunicare di più significa non solo mettere in luce l’expertise dei professionisti, ma anche migliorare la convivenza con chi vive sulla sua pelle i cambiamenti del tessuto urbano. “Accanto alle infrastrutture materiali, esistono quelle immateriali: relazione, dialogo, condivisione con la cittadinanza. Il cantiere è un’opportunità enorme da questo punto di vista. Finora gli interventi sono sempre stati calati dall’alto e quindi sono sempre stati visti come un disagio. Se invece il cittadino viene coinvolto nel processo che porta all’apertura di un cantiere, capisce che è un piccolo prezzo da pagare a fronte di un progetto che migliorerà la qualità della sua vita”,  spiegano Daniele Chieffi e Luca Montani di MM, che colgono l’occasione per lanciare un corso sulla comunicazione dei cantieri.

Gli interventi successivi sono suddivisi sulle quattro grandi aree di lavoro dell’ingegnere: sicurezza, vivibilità e resilienza, mobilità e logistica, salute.

ordine degli ingegneri
Bruno Finzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano © LifeGate

Sicurezza

Tra i tanti esempi citati per affrontare il tema della sicurezza, ci sono due cantieri che i milanesi conoscono bene. Il primo è quello di Expo 2015, il secondo è quello della nuova linea metropolitana attualmente in costruzione, la M4. I due progetti sono molto diversi tra loro. Il primo si estendeva per 110 ettari, ben delimitati e isolati dal resto della città: è stato oggetto di 233 appalti differenti, per un totale di 9.500 imprese esecutrici. Il secondo presenta numeri molto più ordinari (5 imprese affidatarie, 860 imprese esecutrici) ma è “spalmato” su 70 aree distribuite nel cuore del tessuto urbano.

“Quello di M4 è un cantiere molto delicato perché letteralmente in mezzo alle case delle persone: è difficile farlo vivere bene ai cittadini ma anche ai nostri stessi lavoratori. Il nostro team di comunicazione cerca di far metabolizzare questa presenza”, spiegano Matteo Colombo e Monica Conti, ingegneri di MM.

mm, m4 milano
Matteo Colombo e Monica Conti seguono la sicurezza dei cantieri della M4, la nuova linea metropolitana in costruzione a Milano © LifeGate

Vivibilità e resilienza

Nella sessione dedicata alla rigenerazione urbana e alla resilienza, si dedica ampio spazio al rapporto tra Milano e le sue acqueAndrea Aliscioni, direttore del servizio idrico di Milano, racconta a LifeGate: “Stiamo rendendo smart anche le nostre reti e i nostri servizi, aumentando la resilienza delle infrastrutture in un’ottica di economia circolare. Le tecnologie fanno sì che gli scarichi dei depuratori diventino nuove risorse, anche per il mondo agricolo”.

Mobilità e logistica

La logistica dell’e-commerce, le piattaforme di car sharing e bike sharing, l’auto driverless: la sessione dedicata alla mobilità non può non descrivere le innovazioni che stanno già cambiando il nostro modo di spostarci. Con alcune accortezze, però. “Di tecnologie ne vengono fuori in continuazione. Vanno tutte valutate con l’occhio dell’ingegnere, che ne analizza soprattutto la sostenibilità economica, prendendo in considerazione l’investimento necessario, il costo di manutenzione e la durata della vita utile”, precisa Luisa Velardi, che collabora con l’Ordine e la Commissione europea.

Salute

Come sarà l’ospedale del futuro? Sarà un ospedale che funziona anche grazie alla robotica, all’intelligenza artificiale e alla realtà aumentata. “Tutto questo però senza mai perdere di vista la centralità del paziente”, sottolinea Elena Bottinelli, amministratore delegato dell’ospedale San Raffaele e dell’istituto ortopedico Galeazzi, che ha presentato il progetto per la nuova struttura sanitaria che sorgerà nell’area Mind, dove sorgeva Expo.

Perché ripartire da Leonardo da Vinci

In chiusura, un salto nel passato per riscoprire l’ingegnere più illustre della storia del capoluogo lombardo: Leonardo da Vinci. Una figura che ha ancora moltissimo da insegnarci, come emerge dall’appassionato ritratto che ne fa Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo nazionale della scienza e della tecnologia a lui intitolato. “Leonardo era un attento osservatore della natura e la rispettava profondamente. Questo è evidente in un’opera come la Vergine delle Rocce, in cui l’uomo non è superiore alla natura ma ne fa parte. Un ulteriore elemento di contemporaneità sta nel fatto che Leonardo usava il disegno per studiare ciò che facevano gli altri, rispettando il loro pensiero e le loro competenze”.

Nella storia, la natura è stata progressivamente relegata ai margini del nostro modello di sviluppo, il che ha portato a conseguenze che ormai si possono dire drammatiche. L’Overshoot Day, la data dell’esaurimento di tutte le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare in un anno, nel 1987 era il 18 dicembre e nel 2018 è stato il 1° agosto. Rimettere la natura al centro è l’unica strada possibile. “In una città come Milano abbiamo la possibilità di vivere un modello di sviluppo diverso, più attento all’ambiente come elemento fondamentale della nostra qualità della vita. Abbiamo tutte le competenze e le possibilità per farcela“, auspica Galli.

Al termine del suo intervento, che chiude la due giorni, il direttore di comunicazione di MM Luca Montani fa un primo bilancio: “Ci portiamo a casa tanto entusiasmo, tanta visione di futuro e una promessa: torneremo su questi temi già dall’inizio del prossimo anno. Nel cinquecentenario dalla morte di Leonardo, per devozione e per necessità, non potremo far altro che tornare sui temi dell’ingegneria, che è la disciplina che governa la nostra vita di tutti i giorni“.

 

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