Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Un gruppo di ricercatori ha studiato il Cile, dove potrebbe verificarsi un terremoto di magnitudo superiore a 8, che avrebbe conseguenze devastanti.
In Cile potrebbe verificarsi un terremoto di magnitudo superiore a 8 nei prossimi anni secondo una ricerca pubblicata quest’anno sulla rivista Earth and planetary science letters che ha analizzato i movimenti della placca sudamericana e della vicina placca di Nazca, in seguito al terremoto del 2015 che ha fatto registrare un valore di 8,3 sulla scala di magnitudo del momento sismico (simile alla scala Richter ma più accurata). Lo studio è stato realizzato dai ricercatori francesi Klein, Vigny, Fleitout, Grandin, Jolivet, Métois e dal cileno Rivera.
Gli studiosi hanno scoperto che il Cile potrebbe essere colpito da un nuovo potentissimo terremoto nei prossimi anni, in quanto il segmento di Atacama “è pronto per un sisma di magnitudo superiore a 8”.
“Il motivo è da ricercare nel gigantesco stato di stress a cui è sottoposta la placca di Nazca, che nel suo movimento di circa sette centimetri annui verso nordest collide con la placca sudamericana”, spiega Carlo Migliore del sito di meteorologia 3Bmeteo.com. Esiste anche un’altra possibilità: potrebbe infatti verificarsi un terremoto ancora più forte che coinvolgerebbe più segmenti contemporaneamente e comporterebbe un alto rischio di tsunami.
Il Sudamerica non è l’unica zona soggetta a terremoti. In California, ad esempio, si trova la faglia di Sant’Andrea che si estende per circa 1.300 chilometri e si sposta con movimenti orizzontali, mentre il Giappone è spesso interessato da episodi di questo tipo perché è collocato in prossimità dei confini delle maggiori placche tettoniche. Anche l’Italia è un paese ad elevata sismicità, tanto che si registra un terremoto di magnitudo superiore a 6,3 ogni 15 anni in media.
Leggi anche: I terremoti più gravi che hanno colpito l’Italia
Il Cile è stato già colpito in precedenza da terremoti violenti. Il più grave è stato quello di Valdivia del 22 maggio 1960 che, come riporta 3Bmeteo.com, ha avuto una magnitudo di 9,5 e ha colpito non solo il Cile ma anche paesi molto distanti, “a causa del gigantesco tsunami che l’ha accompagnato con onde alte dieci metri fino a 10mila chilometri dall’epicentro”. Il sisma ha modificato in modo permanente “la morfologia delle montagne, del corso dei fiumi e dei laghi innescando persino l’eruzione di un vulcano”, pertanto se dovesse nuovamente accadere un evento simile le conseguenze sarebbero senz’altro notevoli.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Nell’ambito della Forestami academy, alcune classi di Milano avranno accesso a un programma educativo sulla tree canopy cover, in collaborazione con il Gruppo Prada.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.
Non solo tecnologia: il Gruppo Mitsubishi Electric trasforma il principio dei benefici reciproci in azioni per l’inclusione e la tutela del pianeta.
Uno squalo è stato individuato da un gruppo di scienziati al largo delle Isole Shetland Meridionali, in Antartide. Non era mai accaduto prima.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
