È ufficiale: sulle tavole europee stanno per arrivare gli insetti. Il 3 maggio scorso, la Commissione europea, per la prima volta, ha approvato il consumo alimentare umano di una specie di insetto. Si tratta della larva della tarma della farina, comunemente nota come “tignola”. Il tenebrio molitor, questo il nome scientifico del tenebrione mugnaio, potrà
È ufficiale: sulle tavole europee stanno per arrivare gli insetti. Il 3 maggio scorso, la Commissione europea, per la prima volta, ha approvato il consumo alimentare umano di una specie di insetto. Si tratta della larva della tarma della farina, comunemente nota come “tignola”. Il tenebrio molitor, questo il nome scientifico del tenebrione mugnaio, potrà essere commercializzato essiccato, intero oppure in polvere. Considerata come cibo del futuro, questa larva gialla della famiglia dei lepidottori (un vasto ordine di insetti a cui appartengono, per esempio, le falene e le farfalle che si nutrono di grani e farine, ndr) per la Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura per l’uomo, è un’ottima fonte di grassi, proteine, vitamine, fibre e minerali. Per questo motivo già a inizio 2021 l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma, aveva già definito il tenebrione mugnaio un alimento sicuro. Un passo in un percorso iniziato il primo gennaio 2018 con l’entrata in vigore del regolamento Ue sui novel food che permette di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti sia come prodotti tradizionali da Paesi terzi.
Secondo i ricercatori questi vermi, interi o in polvere, rappresentano infatti un ottimo spuntino proteico dal sapore simile a quello delle arachidi e un ingrediente perfetto per altri alimenti come i biscotti proteici. La vendita di questo alimento prevede, su richiesta dell’Efsa, un’etichettatura specifica che riguardi, per esempio, l’allergenicità. Sebbene non vi sia ancora la certezza, gli allergici ai crostacei e agli acari della polvere potrebbero infatti risultare intolleranti anche alle larve.
Oltre al suo grande valore nutrizionale, questo novel food ha anche un impatto positivo sull’ambiente: sembra che si possono allevare grandi quantità di larve consumando poca energia e limitando l’emissione di gas serra. L’approvazione da parte della Commissione europea, non a caso, rientra nell’ambito della strategia Ue Farm to fork con il piano d’azione 2020-30 per i sistemi alimentari sostenibili, che identifica gli insetti come una fonte di proteine a basso impatto ambientale per sostenere la transizione verde della produzione alimentare Ue. La decisione formale della Commissione sarà adottata nelle prossime settimane.
Nonostante i molti risvolti positivi, in Italia l’idea di consumare insetti a tavola non sembra essere molto apprezzata. Secondo la Coldiretti, la maggioranza degli italiani (54 per cento) li considera infatti estranei alla cultura alimentare nazionale e non adatti ad essere portati in tavola.
Ue, la tarma della farina autorizzata al consumo umano come snack o ingrediente. Analisi Coldiretti/@istitutoixe: 54% italiani considera gli insetti estranei alla cultura alimentare nazionale pic.twitter.com/FWKsr23I3o
Novel food, non una moda ma una risposta al fabbisogno nutrizionale
Ma la ricerca dei novel food non si ferma qui. Dato che, secondo la Fao, il fabbisogno nutrizionale stimato è in crescita del 70 per cento al 2050, l’ascesa sul mercato di alimenti proteici a basso impatto ambientale è necessario. Sulla scrivania dell’Efsa ci sono già numerose altre richieste di approvazione per insetti adatti ad essere considerati come alimenti, di cui verranno valutati il profilo tossicologico, il potenziale rischio di allergie, nonché il processo di allevamento e trasformazione.
Nel mondo il mercato degli insetti ha superato i 55 milioni di dollari nel 2017 e secondo Global Market Insights progredirà fino a toccare i 710 milioni di dollari a valore nel 2024. L’Ipiff, International platform of insects for food and feed, l’associazione non-profit che nella interlocuzione con le istituzioni europee rappresenta la voce del settore, stima che ogni anno in Europa siano prodotte più di 6mila tonnellate di proteine di insetti e le previsioni al 2030 sono di 3 milioni di tonnellate, con un potenziale di crescita compreso in un range tra i due e i cinque milioni di tonnellate l’anno.
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