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La base cilena permanente nel nord dell’Antartide ha registrato medie superiori agli 0 gradi centigradi. Non accadeva da 31 anni.
Le temperature medie toccate nel corso del 2020 nell’estremo settentrionale dell’Antartide hanno battuto ogni record, con massime sopra gli zero gradi centigradi per la prima volta in più di trent’anni. Lo fanno sapere i ricercatori cileni, che gestiscono la base permanente intitolata a Eduardo Frei Montalva.
La base cilena è localizzata nell’isola di re Giorgio, la più grande delle Shetland meridionali, che si trova circa 120 km a nord rispetto alla costa. È lì, per la precisione nella penisola Fildes, che tra gennaio e agosto le massime si sono attestate sui 2-3 gradi centigradi. Temperature che superano di oltre due gradi i valori standard, ha sottolineato il climatologo Raul Cordero tramite un comunicato stampa inviato dall’Istituto antartico cileno (Inach).
“Nell’estrema punta settentrionale della penisola antartica, finora la media delle massime registrate quest’anno ha superato gli zero gradi centigradi. Non era mai successo negli ultimi 31 anni”, ha dichiarato. A detta sua questo dato è “allarmante” perché potrebbe essere una spia del rapido processo di riscaldamento degli oceani che era già stato osservato nell’area alla fine del Ventesimo secolo. Le temperature sopra la media attestate in inverno risultano tuttavia in contrasto rispetto a quelle di agosto e settembre, che hanno raggiunto minime pari a 16,8 gradi centigradi sotto zero, le più basse dagli anni Settanta.
Sempre nella penisola antartica, stavolta però nella base brasiliana delle isole Seymour, il 13 febbraio 2020 la colonnina di mercurio ha segnato i 20,7 gradi centigradi. Prima di allora non erano mai stati superati i 20 gradi centigradi nell’intero Continente.
Proprio all’Antartide la rinomata testata scientifica Nature ha dedicato una delle sue ultime copertine, pubblicando uno studio che descrive un futuro potenzialmente apocalittico. Se il riscaldamento globale si attesterà sui 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, sostengono gli scienziati, la sola fusione dei ghiacci antartici farà salire il livello dei mari di ben 2,5 metri. A un aumento delle temperature di 4 gradi corrisponderebbe un innalzamento di 6,5 metri, che diventerebbero quasi 12 se le medie globali salissero di 6 gradi. Catastrofiche le possibili conseguenze su città come Londra, Mumbai, New York e Shanghai.
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